
Formazione
Benvenuto
Benvenuto
Sicurezza sul lavoro, ancora rebus - Il Tirreno Livorno lunedì 20 maggio
Dal 1° giugno il documento di valutazione dei rischi sarà obbligatorio per tutte le piccole attività
di Ludovica Monarca wLIVORNO Niente più proroghe. Dopo alcuni rinvii, dal 1 giugno 2013 - tra meno di due settimane - il Dvr (Documento di Valutazione dei Rischi) diventerà obbligatorio per tutte le attività che hanno anche un solo dipendente. Pertanto sono obbligate a compilare il nuovo documento tutte le aziende, studi professionali, esercizi commerciali e agenzie che hanno anche solo uno stagista o apprendista oltre al titolare. Una vera rivoluzione nel campo della sicurezza sul lavoro per le piccole attività considerate a “rischio minimo” e per quelle che hanno fino a dieci dipendenti per le quali prima bastava una semplice autocertificazione. Il Dvr previsto dal Decreto 81/2008 è uno dei principi cardine attorno al quale ruota il modello di prevenzione proposto dalla normativa “Testo Unico” in materia di sicurezza sul lavoro: era già previsto come obbligo dal Decreto Legislativo 626/1994, ma il Testo Unico l’ha notevolmente rafforzato rendendolo obbligatorio per tutte le attività, identificandolo come uno dei pochi obblighi non delegabili dal datore di lavoro, considerando molto gravi le violazioni legate alla mancata redazione dello stesso e allargando esplicitamente l’ambito della valutazione anche a “rischi particolari”, comprendendo quelli collegati allo stress da lavoro ed ampliando la casistica delle situazioni in cui è obbligatorio riconsiderare la valutazione. Un cambiamento notevole anche perché, se è vero che per le aziende più piccole è possibile redigire un documento semplificato, compilare correttamente il Dvr non è affatto facile e molti titolari di attività sono così costretti a rivolgersi ad esperti in cerca di un aiuto o di una consulenza nel tentativo di non commettere errori. «Il modulo del Dvr – spiega Elisabetta Pratesi, coordinatrice dell’ufficio ambiente e sicurezza Cna – si può trovare su internet. La prima sezione del documento è una valutazione sistematica a risposta secca sui possibili rischi all’interno dell’attività. Sulla base dei rischi selezionati c’è poi da trarre valutazione vera e propria punto punto. ». E così, in un attimo, le quattordici pagine diventano quaranta. Il responsabile della compilazione è il datore di lavoro e le sanzioni previste in caso di mancata documentazione o di errore sono salatissime: si rischia anche il reato penale. «Questa è l’ennesima gabbia burocratica rivolta alle piccole attività – afferma Daniele Cecconi, coordinatore sindacale provinciale Cna – Che sia chiaro: la sicurezza sul lavoro è una questione importantissima e nessuno ha intenzione di sottovalutarla. Certo è però che bisogna restare sulla strada del buon senso. Ecco, mi sembra che si sia perso quella via da molto tempo». E così la pensano tutte le diverse associazioni di categoria che vedono nel nuovo obbligo l’ennesima morta burocratica che incatena gli artigiani e le piccole attività, già profondamente provate dalla crisi. «Il Dvr è un documento difficile da compilare – continua Cecconi – e molti datori di lavoro si troveranno costretti a chiedere un consulto a pagamento. Proprio in un momento in cui si avvicinano numerose tasse da pagare. La situazione è grave, gravissima e ho paura che alcuni datori di lavoro se si troveranno costretti a spendere soldi per il Dvr piuttosto che per il pagamento degli stipendi dei datori di lavoro, sceglieranno gli stipendi. Cosa aspetta la politica a intervenire?». «Negli ultimi anni – prosegue – la burocrazia è sempre più complicata e le tasse sono sempre più alte. Gli abusivi aumentano, ma i controlli si rivolgono sempre nella direzione di chi prova a restare a galla. È una follia. Il Dvr poteva essere fatto in maniera molto più semplice e invece come al solito è stata scelta una burocrazia folle. I politici si rendono conto che tutto questo ammazza l’economia? ».
Sarà un’estate da ingorgo fiscale
Tares, Imu, acconto Irpef e Ires: una pioggia d’imposte si abbatterà sulle imprese
LIVORNO Una raffica di richieste fiscali prima delle vacanze estive, cioè proprio in uno dei periodi più delicati nella difficile impresa di rilanciare i consumi, e una serie di imprese in forte crisi di liquidità e a rischio default. Lo chiamano “ingorgono fiscale” ed è un uragano che si abbatterà molto presto su tutte le realtà imprenditoriali, artigianali e commerciali del territorio. A pesare in maniera determinante su questo salatissimo conto sarà una delle novità fiscali di questo 2013, con la quale, almeno a livello teorico, abbiamo già cominciato a prendere dimestichezza. Parliamo della Tares, la nuova tassa sui rifiuti , che va a sostituire le vecchie Tarsu e Tia. Qualche tempo fa infatti, il Parlamento, ha opportunamente deciso di evitare che gli italiani pagassero fin da gennaio la prima rata della nuova imposta. E questo perché dopo la mazzata di dicembre con il saldo dell’Imu , si voleva dare un po’ di respiro alle finanze delle famiglie. Peccato però che così facendo il pagamento della Tares è stato in pratica concentrato in due sole rate, la prima delle quali cadrà proprio a giugno. Aver infatti distribuito il versamento della tassa in due sole tranche, lascerà per lungo tempo le imprese stesse senza risorse e potrebbe dunque compromettere il regolare pagamento degli stipendi dei propri dipendenti. Senza contare che la mancanza di finanziamenti potrebbe avere effetti negativi anche sull’efficienza stessa dei servizi forniti agli utenti. Anche perché, se per alcune famiglie l’Imu di giugno è stata rimandata, così non sarà per le aziende e i negozianti. Non solo: il 16 maggio è stata la volta dei pagamenti dell’Iva e dell’Inps, il 15 giugno arriverà la denuncia dei redditi e il 16 agosto l’Iva trimestrale, senza contare i contributi sui lavoratori dipendenti il cui mancato pagamento porterebbe a vedersi negato il Durc. «La situazione è pesantissima – afferma Alessandro Ciapini, direttore Confesercenti – non capisco perché non esonerare dal pagamento dell’Imu anche le attività commerciali. Il salto di una rata avrebbe dato vero ossigeno a molte attività e sarebbe giovato a tutta l’economia. Bisogna intervenire. Non è uno slogan, ma uno necessità». Anche Paolo Garzelli, responsabile servizi della Cna,non nasconde la sua preoccupazione: «Le imprese hanno bisogno di una semplificazione della burocrazia e soprattutto di un abbassamento della pressione fiscale. E se le tasse non possono diminuire che almeno ci sia un riscontro migliore a livello di servizi che invece scarseggiano come non mai. La situazione che stanno vivendo tutte le attività del territorio è seriamente preoccupante, presto sarà troppo tardi per voltarsi dall’altra parte. La politica deve rendersene conto e agire, ora». (l.m.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ecco le risposte a tutte le domande più frequenti
1) Chi è esonerato a redigere il Dvr? Sono esonerati a redigere il DVR: liberi professionisti senza dipendenti, ditte individuali senza dipendenti, imprese familiari senza dipendenti, società con un unico socio lavoratore e senza dipendenti, ad eccezione delle Ss ed Snc che sono sempre tenute a redigere il Dvr. 2)Ho un autocertificazione, va bene lo stesso? L'autocertificazione vale solo fino al 31 maggio 2013. 3) Cosa accade se non viene redatto il Dvr? Per la mancata valutazione dei rischi, il datore di lavoro è punito con l’arresto da quattro a otto mesi o con l'ammenda da 5mila a 15mila . La mancata elaborazione del Dvr costituisce una violazione grave e l'accertamento della reiterazione può comportare la sospensione dell'attività imprenditoriale. 4)Quanto dura Dvr? Il Dvr non ha scadenza, ma deve essere aggiornato in occasione di modifiche del processo produttivo e a seguito di infortuni significativi.
Altri articoli di Formazione

News Correlate


Scopri anche...

Aziende che si occupano di
Infrastrutture
Metalmeccanica
![]() |
VIA BRONZINO 9 20133 (MI) |
Servizi alle Imprese e Tecnologie Innovative
![]() |
VIA DELLA QUERCIA 1 57025 SAN ROCCO (LI) |

CONFINDUSTRIA TOSCANA
CENTRO E COSTA
Delegazione di Livorno
Via Roma, 54 - 57126 Livorno
Tel. +39.0586.263011
Fax +39.0586.804192
Delegazione di Massa Carrara
Viale XX Settembre 118, 54033 - Carrara (MS)
Tel. +39.0585.846326
Fax +39.0585.841901
Email segreteria.lims@confindustriatoscanacentroecosta.it
PEC info@pec.confindustrialivornomassacarrara.it
CONFINDUSTRIA
LIVORNO
MASSA CARRARA
Via Roma, 54
57126 Livorno