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Accordi di Programma: Confindustria spinge per concretizzare i risultati

 

COMUNICATO STAMPA

Accordi di Programma: Confindustria spinge per concretizzare i risultati

La notizia dello stanziamento di 140 milioni di euro da parte del Governo e della Regione per finanziare le manovre tese alla compensazione del gap energetico che rischiava di mettere a rischio la produzione dello stabilimento Solvay di Rosignano è confortante, poiché conferma che giocando in squadra Governo, Regione, Aziende e Confindustria colgono gli obiettivi attesi.

A settembre ci sarà l’approvazione definitiva del Piano di Riconversione e Riqualificazione Industriale dell’Area di Crisi Complessa di Livorno, che formalizza la manovra di intervento per il rilancio della competitività di Livorno, Collesalvetti e Rosignano.

“Il nostro territorio è ancora in evidente crisi economica ed occupazionale” – afferma Umberto PAOLETTI, direttore generale di Confindustria Livorno Massa Carrara. “Il ricorso agli ammortizzatori sociali non si arresta, mentre permangono le gravi difficoltà, conseguenti alla grave recessione del comparto produttivo”.

Le preoccupazioni non vengono fugate dall’elencazione delle risorse finanziarie disponibili fornite in occasione dell’incontro della Cabina di Regia per l’Accordo di Programma dello scorso 25 luglio. Resta il primato non lusinghiero che i territori di Livorno e di Piombino sono stati dichiarati aree di crisi industriale complessa.

Continua PAOLETTI: “Abbiamo fin dall’inizio valutato gli Accordi di Programma come un’opportunità importante, capace di attivare una strategia complessiva di territorio e una sinergia pubblico – privato realmente innovativa. Purtroppo dopo la fase iniziale di forte impulso, è seguito di fatto uno stallo dell’iniziale collaborazione pubblico-privato. Allo stesso tempo, la fase di emergenza economica non si è minimamente attenuata, con le conseguenze che tutti conosciamo, specialmente per il numero di disoccupati. Occorre un rapido aggancio al territorio, con l’obiettivo primario di rafforzarne la competitività, valorizzare le competenze distintive, consolidare il radicamento delle realtà industriali e attrarre l’interesse di nuovi investitori. Agli stanziamenti di risorse devono quindi seguire interventi che prevedano modalità attuative e requisiti funzionali alle specificità del contesto territoriale, altrimenti è più che fondato il rischio di risposte parziali, o del tutto mancate, alle esigenze di rilancio”.

L’accesso alle agevolazioni è spesso un percorso a ostacoli per le imprese. L’avviso regionale sui Protocolli di Insediamento riservato alle aree di crisi di Livorno e Piombino, teso a finanziare progetti di investimento di importo rilevante e capaci di attivare significativa occupazione, si è chiuso lo scorso 29 febbraio con soli quattro progetti presentati, dei quali SOLO UNO è stato ammesso a finanziamento. E’ stato riaperto dal 15 luglio con alcune modifiche funzionali a favorire la partecipazione delle imprese e al contempo la presentazione di progettualità qualificate. I bandi per la formazione continua dedicati a Piombino hanno avuto aperture reiterate per il mancato “tiraggio” delle risorse stanziate.

“Ancora una volta mettiamo l’accento sul metodo”, conclude Alberto RICCI, Presidente di Confindustria Livorno Massa Carrara. “Occorre passare dall’obbligo di formalità all’obbligo di risultato. L’efficacia che può scaturire da un patto operativo tra Regione, Enti Locali e Categorie Imprenditoriali deve essere confermata da interventi di sostegno mirati alle vocazioni del territorio e alla domanda delle attività produttive, con tempi e metodi coerenti con l'emergenza che pressa i nostri territori. Ciò è imprescindibile, altrimenti gli Accordi di Programma non saranno funzionali a replicare in modo credibile alla crisi occupazionale e al crescente disagio sociale, conseguente alla mancanza di segnali concreti di ripresa”.  

Livorno, 29 luglio 2016                                            


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