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Spiagge Bianche: «Vietare i bagni e fare i controlli» - Il Tirreno Rosignano domenica 9 giugno

 


 
La proposta dell’onorevole Nicchi e del circolo di Sel: sorvegliare chi si tuffa Manifestazione di Md, 5 Stelle e comitato: intervenga il sindaco e Solvay bonifichi
 
Il giudice conferma: Sofia potrà completare le cure
 
 
 
 
Sofia potrà completare le cure. Lo ha deciso il giudice di Livorno Francesca Sbrana che ha confermato il provvedimento del marzo scorso in cui dichiarava la necessità per la piccola di completare le terapie all’ospedale di Brescia con protocollo Stamina. La decisione è stata depositata ieri. Il giudice si era riservato di valutare se l’entrata in vigore del decreto convertito in legge avesse fatto venir meno l’interesse della bimba ad ottenere un provvedimento che confermasse il diritto a completare il trattamento. La prossima infusione è fissata al 9 giugno. «L'aspetto veramente importante del provvedimento è che stabilisce la prosecuzione del diritto di cura per Sofia fino a quando il medico non riterrà che la cura è completata, quindi anche oltre le 5 infusioni del protocollo». Lo ha detto Caterina Ceccuti, mamma di Sofia.
di Elisa Pastore wROSIGNANO All'indomani dell'inchiesta della Procura livornese sugli scarichi della Solvay ecco una richiesta perentoria: è quella che arriva dalla deputata toscana di Sel Marisa Nicchi e dal coordinamento Sel della Bassa Val di Cecina. Chiedono di vietare la balneazione alle Spiagge Bianche e controllare il rispetto del divieto con “l’eventuale uso di personale di sorveglianza”. E per farlo - secondo la parlamentare e il circolo di Sel - occorre organizzare con urgenza, vista la stagione estiva alle porte, un tavolo di confronto fra tutti i soggetti interessati. Nel suo intervento Nicchi fa riferimento ad “un'attività indisturbata della fabbrica nel corso dei decenni attraverso la compiacenza delle amministrazioni e del potere politico così come di blandi controlli da parte di chi doveva farli come la Provincia nel caso degli scarichi a mare”. E non risparmia paragoni col caso gravissimo dell’Ilva di Taranto. Difficile ipotizzare che il sindaco di Rosignano possa prendere un provvedimento che ha già detto di non voler prendere coi dati Arpat in suo possesso. Ma intanto, sul problema, si apre una polemica feroce, con la sinistra che chiede maggiore attenzione ai temi ambientali sul territorio di Rosignano. E misure di salvaguardia della salute pubblica, in attesa che l’indagine sugli scarichi a mare faccia il suo corso. Ieri pomeriggio Medicina Democratica, Movimento 5 Stelle di Rosignano e Comitato beni comuni Val di Cecina ( acui si è aggiunta Rifondazione) , hanno organizzato una manifestazione di protesta sul lungomare Colombo a Rosignano Solvay. Striscioni e slogan in cui si chiede la chiusura degli scarichi a mare di Solvay. Ma anche un'informazione corretta della popolazione e “lo stop alla rapina del sale e dell'acqua della Val di Cecina”. «La nostra è un'assemblea di controinformazione sugli scarichi», così l'ha definita Maurizio Marchi di Medicina Democratica, alla quale però i cittadini non hanno saputo rispondere con lo stesso entusiasmo degli organizzatori. Tra i passanti per puro caso e coloro venuti appositamente, non erano in molti ad ascoltare gli attivisti dei movimenti. «Chiediamo al sindaco Franchi d'intervenire urgentemente e di fare in modo che la Solvay paghi per la bonifica ambientale –dice Flavio Fabbri del Movimento 5 Stelle- Rosignano appartiene ai cittadini e noi non vogliamo la chiusura della fabbrica ma che essa diventi competitiva attraverso un proprio dissalatore ed un'occupazione pulita ai lavoratori». Portare allo scoperto tutte le verità della Solvay, questo l'intento dell'assemblea, e sollecitare l'amministrazione ad intervenire prima che sia troppo tardi. «Saranno i giudici –si legge nei volantini consegnati ai cittadini- a chiarire le responsabilità civili o penali, a noi appare evidente il colpevole silenzio e la distorsione della realtà che accomunano le amministrazioni degli ultimi 60 anni». Sì perché -hanno ripetuto i manifestanti - in tutti questi decenni l'impatto del polo chimico ha per forza delle cose modificato per sempre il territorio scaricando i propri rifiuti in mare dall'arsenico al mercurio, dal cromo al piombo e non solo. «La salute dei cittadini –si legge ancora- non sono merce di scambio che l'amministrazione può barattare in cambio di un'attività industriale che crea degrado ambientale e grave inquinamento». E Silvia Geses di Rifondazione è tornata a chiedere a Solvay di dotarsi di un dissalatore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA


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