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Da rta a villa, rinasce Godilonda - Il Tirreno Rosignano domenica 19 maggio

 


 
Presentata una richiesta per cambiare la destinazione d’uso: spunta un misterioso compratore
 
DIMORE STORICHE»I PROGETTI
 
 
 
 
CASTIGLIONCELLO E’ stata presentata all’ufficio urbanistica del comune di Rosignano l’istanza preliminare per il cambio di destinazione d’uso di villa Godilonda: da residenza turistico ricettiva a abitazione privata. L’istanza fa supporre che dietro questa domanda vi sia un interesse a comprare una delle più belle e prestigiose ville di Castiglioncello abbandonata da anni. La villa che da oltre un secolo si trova incastonata tra gli scogli di Punta Righini e si affaccia sulla baia della Cianciafera, è in vendita dal 2007, ma solo dall’anno scorso si iniziò a parlare di un possibile acquirente; forse un russo come quello che ha acquistato un’altra dimora storica di Castiglioncello, villa Libeccio, dove la sceneggiatrice Suso Cecchi d’Amico scrisse “Rocco e i suoi fratelli” film interpretato, tra gli altri, da Alain Delon. La villa, un tempo proprietà Bulgari, fino al 2006 era un albergo con beauty farm. Poi il fallimento. Da allora la decadenza. La dimora più prestigiosa di Castiglioncello si è trasformata in un alloggio abusivo per sbandati o senza tetto. Ferita dagli atti vandalici e dal tempo che corre, Godilonda oggi è un immobile tristemente in degrado. Adesso, almeno così sembrerebbe dall’istanza preventiva presentata in comune, potrebbe esserci una svolta, un possibile acquirente. Un nodo però va ancora sciolto, come ha spiegato l’assessore all’urbanistica Margherita Pia: quello della destinazione d’uso; una destinazione che per villa Godilonda rimane di tipo turistico ricettivo, ossia Rta o albergo. Per cambiare il suo destino, c’è bisogno dunque di una variante urbanistica. «E’ necessario avviare un percorso di riflessione – spiega l’assessore all’urbanistica – per villa Godilonda ma anche per tutte quelle piccole e medie strutture ricettive, pensioni a dieci, sedici camere, che da tempo hanno chiuso i battenti a Castiglioncello come a Caletta. Si tratta di strutture che, per la loro capacità, non possono più sostenere i costi che richiede una gestione alberghiera e, in più, andrebbero ampliate, ristrutturate o messe a norma». «I proprietari - continua l’assessore all’Urbanistica - hanno avanzato istanze preventive per trasformare queste strutture in abitazioni». In sintesi: in appartamenti o in uffici. La valutazione diventa complessa e le scelte di tipo politico. Insomma andare ad una variante urbanistica per villa Godilonda potrebbe aprire la strada per tutte le altre richieste di cambio di destinazione avanzate da proprietari di alberghi o pensioni . «Come amministrazione – dice l’assessore all’urbanistica - bisognerà decidere. Le regole dovranno valere per tutti”. Intanto per le piccole pensioni o alberghi che hanno chiuso i battenti, il comune invita a guardare alla formula dell’albergo diffuso. Ossia un'impresa ricettiva alberghiera situata in un unico centro, formata da più stabili vicini fra loro e preesistenti , con gestione unitaria e in grado di fornire servizi di standard alberghiero». «Una formula che, dove attuata – conclude Margherita Pia – sta dando ottimi risultati”. Ma, per villa Godilonda, gioiello architettonico e paesaggistico è tutta un’altra storia. E questo lo sanno bene amministratori e cittadini». Alessandra Bernardeschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA


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