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Un miliardo e mezzo dalla fusione con Ineos - Il Tirreno Rosignano

 

Questa la buona uscita che Solvay riceverà dopo la joint-venture per il Pvc Da via Piave rassicurano: «Nessun cambiamento per i lavoratori»
 
PARCO INDUSTRIALE»LE NOVITÁ
 
Cala ancora la produzione della sodiera
 
 
 
 
Da via Piave fanno sapere che il core businness della sodiera non si tocca e che «continueremo a batterci per l’impianto». Ma certo nessuno nega che la situazione è difficile, anzi «non brillantissima». Infatti emerge che la media produttiva dell’ultimo mese si attesta sulle 1.700 tonnellate giornaliere. Un decremento evidente, se si pensa che a fine 2012 l’impianto marciava a 2.000 tonnellate al giorno e che alcuni anni fa arrivava alle 3.000 tonnellate. Ma i vertici Solvay assicurano che la sodiera ha un futuro. Un futuro che, come fanno sapere dall’azienda, verrà garantito anche grazie al piano di riorganizzazione che prevede la diminuzione di 60 lavoratori (il 10% della totalità).
ROSIGNANO L’operazione Pvc frutterà alla multinazionale Solvay una somma che dovrebbe aggirarsi intorno al miliardo e mezzo di euro. Questa la cifra che Ineos dovrebbe garantire all’azienda chimica belga al termine della joint-venture per la produzione del Pvc. Una fusione che, se tutti i passaggi istituzionali andranno in porto, dovrebbe concretizzarsi con l’avvio del 2014. Nessuna produzione di Pvc a Rosignano. Il giorno dopo l’annuncio della fusione, la sede locale di Solvay fornisce alcuni dettagli in più sull’operazione. Assicurando immediatamente che per i lavoratori che passeranno da Solvay a Ineos non cambierà assolutamente nulla. «La joint-venture - precisa Antonello De Lorenzo, responsabile della comunicazione per lo stabilimento Solvay - coinvolge, in tutta Europa, non solo tutte le produzioni di Pvc già attive, ma anche tutti gli impianti che fanno elettrolisi e cloroderivati, come quello rosignanese che produce clorometani». A scanso di equivoci, da via Piave arriva la garanzia che la fusione non prevede a Rosignano alcuna produzione di Pvc. «Questo materiale - prosegue De Lorenzo - rappresenta la fine della filiera produttiva, non verrà prodotto a Rosignano». Semplicemente la fusione Ineos-Solvay prevede che le unità produttive rosignanesi di elettrolisi, ricerca elettrolisi e clorometani, passino sotto l’egida del nuovo soggetto, che inizialmente avrà una compartecipazione al 50% delle due multinazionali. «Siamo una delle 5 celle di produzione con idrolisi a membrana - spiega De Lorenzo- che entreranno nella joint-venture. Significa che l’investimento stato alcuni anni fa per passare dalle celle a mercurio a quelle a membrana è stato valido». Tra l’altro, sempre come fanno notare da via Piave, i reparti che “transiteranno” sotto Ineos sono di grande qualità, dato che «l’unità ricerca elettrolisi ha celebrato i 50 anni di attività nel 2012, e l’elettrolisi è un reparto dove da 30 anni non accadono infortuni». Passaggio di cento dipendenti. Il trasferimento degli impianti di pertinenza Solvay sotto la direzione del soggetto che nascerà dopo la joint-venture comporterà anche un “passaggio” di lavoratori. Se inizialmente Solvay aveva ipotizzato che si trattasse di 85 persone, dopo alcuni conteggi è emerso che i dipendenti da “trasferire” sarebbero un centinaio. «In verità - assicura De Lorenzo - per questi lavoratori non cambierà nulla. Continueranno a lavorare negli stessi impianti in cui lavorano adesso e a fare le stesse attività». Certo, i loro contratti “transiteranno” da Solvay al nuovo soggetto. L’operazione economica. La fusione europea per la produzione di Pvc porterà nelle tasche della multinazionale belga un anticipo iniziale di 250 milioni di euro. Nell’arco di circa sei anni - questo prevede l’accordo - Ineos rileverà le quote Solvay (il 50% della joint-venture) che riceverà un’uscita che potrebbe aggirarsi intorno al miliardo e mezzo di euro. Una cifra che in verità non può essere calcolata esattamente dato che, come spiegano in via Piave, sarà basata sull’andamento del parametro Rebitda nell’arco dei 4-6 anni di fusione, che poi sarà moltiplicato per 5,5. Fatto sta che, essendo il Rebitda secondo i dati 2012 pari a 257 milioni, la buona uscita finale dovrebbe essere per Solvay intorno a un miliardo e 400mila euro. Gli impianti che restano a Solvay. Da via Piave arriva la garanzia che il progetto della Joint-venture con Ineos sarà chiarito in maniera più dettagliata ai sindacati e spiega che, a livello locale, Solvay resterà proprietaria degli impianti di sodiera, cloruro di calcio, bicarbonato, acqua ossigenata e perossiddati, oltre che dei cantieri, lago di Santa Luce, Solval e Solmare. Anna Cecchini

Un rilancio che ha il sapore della fine
 
L’accordo sembra preludere a una dismissione dello stabilimento da parte della multinazionale
 
 
 
 
ROSIGNANO Un campanello d'allarme suona nella testa dei cittadini di Rosignano appena sentono parlare di Pvc. Riflesso condizionato. Quasi vent'anni fa l'ipotesi di produrre qui Pvc fu scongiurata da un referendum a furor di popolo. Ma fu anche l'inizio delle decadenza dell'egemonia Solvay sul territorio. E, rovescio della medaglia, decrescita degli investimenti, caduta occupazionale, crescenti preoccupazioni sulle sorti Solvay in zona. Poi arriva questa nuova di un'intesa Ineos-Solvay per la produzione Pvc. Una produzione altrove, ma che si gioverebbe di materie prime e di mano d'opera Solvay. Si pongono da subito alcune considerazioni. La prima è che nell'intesa, joint-venture, tra i due soggetti è l'Ineos che appare la stampella forte. Perché l'investimento finanziario, 250 milioni solo di anticipo, è tutto di quell'azienda che ormai da tempo opera sul mercato internazionale anche sul versante della chimica e derivati e l'operazione con la società belga appare sempre più un tassello di un mosaico ben più vasto. Infatti l'accordo prevede che dopo i primi 4 anni di attività Ineos dovrebbe sciogliere il nodo ed entro 6 anni impegnarsi in esclusiva alla gestione intera del prodotto. Una conferma insomma del ruolo preponderante di tale azienda. La seconda considerazione nasce da una domanda. Visto il ruolo del tutto evanescente che anche questa volta il sindacato svolge, non solo per sue specifiche responsabilità, ci si chiede: in questa vicenda quale è stato il ruolo dei pubblici poteri? Questo progetto è stato visionato se non a livello dell'amministrazione locale, almeno dalla Regione? Per non parlare del ministero dell'industria. Lo sviluppo della vicenda sembra non aver assegnato alcun ruolo alle responsabilità dei pubblici poteri. Forse qualcuno penserà che è un bene, in considerazione che spesso il ruolo pubblico assume più la dimensione degli impacci burocratici che la funzione di favorire gli investimenti produttivi. Ma proprio per i risvolti di vario tipo - che la produzione delle materie prime, etilene, cloro, impone - sia i temi collegati alla salvaguardia ambientale (e alla salute degli addetti) che il Pvc comporta, non appare del tutto giustificato che l'accordo si sia realizzato nell'assenza totale di un ruolo che almeno la Regione avrebbe dovuto svolgere. Peraltro si sconta a questo proposito almeno un decennio di totale assenza o se si preferisce una presenza di sola testimonianza di fronte alle attività del complesso chimico a Rosignano. Infine. Il tentativo di far passare questa iniziativa come un rilancio delle sorti Solvay non sembra convincente. In primis per le considerazioni già svolte. Ma poi questa destinazione ad un soggetto terzo, Ineos, di produzioni proprie e di personale in loco avvalora l'ipotesi che le strategie Solvay tendono ad un progressivo abbandono dell'insediamento qui. Carlo Rotelli


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