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Eni, tensione tra i lavoratori dell'indotto - La Nazione Livorno

 

STAGNO CASSA INTEGRAZIONE IN METà IMPRESE: IN TUTTO 55 DIPENDENTI

La Fiom-Cgil: «Con i nuovi appalti molti posti a rischio»
— STAGNO —
GRANDE preoccupazione tra i lavoratori delle imprese in appalto alla raffineria Eni. Con l’approssimarsi della scadenza dei contratti (a luglio) ci sono lavoratori delle ditte che rischiano di restare fuori gioco. David Romagnani della Fiom-Cgil spiega: «La Raffineria Eni potrebbe prorogare per 2 anni i contratti in scadenza, oppure procedere a nuove gare.Già oggi il cambio di appalto nel settore delle bonifiche ambientali, sabbiature e verniciature ha fatto registrare l’uscita di scena della Rendelin. Ha perso l’appalto ed ha 8 dipendenti. Al suo posto sono subentrate la Secom e la MP-Pagliuca». Insomma «esiste il concreto rischio che delle due l’impresa MP-Pagluica non riassumerà tutto il personale Rendelin svolgendo il lavoro con propri addetti trasferisti a Stagno dalla Campania». Questo sarebbe un precedente pericoloso per sindacati e lavoratori i quali se venissero confermate queste situazioni «sapranno rispondere adeguatamente» annuncia Romagnani. Questo significa che potrebbe aprirsi una stagionedi conflittualità. Di qui la proposta di «redigere, con le altre categorie partendo dai chimici, un protocollo sugli appalti che garantisca la salvaguardia delle professionalità maturate nello stabilimento la cui attività ha come cardine le competenze e la sicurezza negli interventi».
LE GARE di appalto «in assenza di garanzie — precisa — potrebbero aprire scenari di ulteriori difficoltà per i lavoratori e per imprese». Ad oggi metà delle imprese in appalto nei settori meccanico ed elettrostrumentale hanno messo in cassa integrazione 55 lavoratori». Aggiunge: «Non voremmo poi che alcune ditte ricorressero impropriamente alla cassa integrazione anche per emarginare lavoratori indesiderati senza rispettare gli accordi sindacali sulla casa integrazione a rotazione». Il Coordinamento dei delegati delle imprese in appalto Eni oltre ad invitare i lavoratori a denunciare tali soprusi, attendono spiegazioni dalle direzioni dei consorzi di appalto».
Monica Dolciotti


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