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«NewCo», i cento dipendenti Solvay non cambieranno la loro mansione - La Nazione Rosignano
ROSIGNANO DOPO L’INTESA CON INEOS SI DELINEA LA NUOVA SITUAZIONE
di CINZIA GORLA
— ROSIGNANO —
IL NOME ancora non ce l’ha (in gergo si parla di NewCo) il terzo soggetto nato dalla joint venture a metà Solvay – Ineos per la produzione di pvc, cloruro di polivinile, a livello mondiale. Solvay e Ineos che a Rosignano convivono nello stesso parco industriale in via Piave, di cui Ineos costituisce la seconda realtà con 183 dipendenti. Ineos, produttore mondiale prodotti petrolchimici e petroliferi, che non prima di quattro e non dopo sei anni dal via della joint venture, rimarrà unico proprietario del terzo soggetto. Certo è che dei 5650 dipendenti in nove paesi su cui la nuova azienda risultante dalla fusione potrà contare, un centinaio saranno targati Solvay Rosignano. Un centinaio sui circa 600 locali, numero totale che comprende oltre via Piave anche San Carlo e Ponteginori.
CENTO dipendenti Solvay Rosignano che passeranno alla nuova società al via più o meno a inizio 2014. Cento dipendenti Solvay Rosignano prevalentemente delle unità di elettrolisi, clorometani, ricerca elettrolisi. No, non andranno altrove, né cambieranno mansioni. Rimarranno in via Piave lì dove sono adesso e continueranno a fare ciò che fanno ora, ci dicono per Solvay Antonello De Lorenzo e Stefano Piccoli. Ma il loro contratto potrebbe essere non più con Solvay ma con il terzo soggetto ancora senza nome balzato in poche ore sotto i riflettori con la firma della lettera di intenti annunciata martedì.
Che prevede la fusione delle attività europee Solvay e Ineos legate al cloruro di vinile in una joint-venture 50/50, che consentirà la creazione di un produttore di cloruro di pvc tra i primi tre al mondo e si baserà sui punti di forza delle due aziende in termini di tecnologie, beni e presenza sui diversi mercati, per potenziarne la competitività.
DETTO QUESTO, ricordando che il pvc a Rosignano non c’è dopo il no col referendum del 1988, e che questo accordo comporta per Solvay un anticipo di 250 milioni rispetto a quello che sarà poi la successiva entrata sulla base di meccanismi di uscita, è da capire quali sono le prospettive a Rosignano. In cui sono in atto molti cambiamenti – rapidi – compreso, l’avvicendamento alla direzione tra Michèle Huart e Davide Papavero. Con una riorganizzazione del personale con un meno dieci per cento in due anni, corrispondente a una sessantina di persone, non licenziando e non reintegrando il turn over dei pensionamenti. Senza dimenticare quel famoso comunicato che prima di Natale arrivò dalla casa madre a Bruxelles gettando l’allarme sulla soda per le condizioni di mercato difficili in Europa. E in via Piave la sodiera, dopo il minimo storico dell’estate scorsa, sta viaggiando a 1700 tonnellate al giorno, siamo sempre sotto la soglia di redditività.
E ORA questa altra rivoluzione in cui all’apparenza tutto rimane invariato. E che coinvolge in primis una elettrolisi che ha come materia prima la salamoia. E si ritorna alla questione del sale, delle concessioni, di tutta la questione culminata un anno fa con la cassa integrazione dei 23 di Ponteginori. Il nuovo soggetto Solvay- Ineos passerà dal confronto con i sindacati. Aspettiamo nuovi sviluppi.
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