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Attesa per il piano industriale Lucchini, i tre scenari di Nardi - La Nazione Piombino
PIOMBINO DOPO L’INCONTRO POSITIVO COL MINISTRO ZANONATO
Ciclo integrale, forno elettrico oppure la chiusura
— PIOMBINO —
E ADESSO il piano industriale. Dopo l’incontro positivo di Roma e soprattutto dopo gli impegni del ministro allo sviluppo economico Flavio Zanonato, adesso la città attende il piano industriale della Lucchini, che dovrà essere prima presentato ai sindacati. Un maxi piano redatto dal commissario Piero Nardi, che dovrebbe attenersi a tre ipotesi: il mantenimento del ciclo integrale, la conversione a forno elettrico o la chiusura dell’azienda.
LA PRIMA ipotesi è quella sulla quale sempre hanno puntato i sindacati, il mantenimento del ciclo integrale che vorrebbe dire anche mantenimento dell’occupazione. Sulla seconda ipotesi, conversione a forno elettrico: per adesso il commissario Nardi ha chiesto, al gruppo Duferco una consulenza per la valutazione del progetto di un forno elettrico da 900 mila tonnellate. Una consulenza lecita per la stesura del piano. Da qui era trapelata l’ipotesi di un interesse di Duferco per l’acquisto di Lucchini. Un interesse che Antonio Gozzi, Ceo del gruppo e presidente di Federacciai ha definito “una boutade”. Invece della chiusura dell’azienda (terza ipotesi), si spera sempre nell’arrivo di un acquirente, che potrebbe essere “invogliato” anche dall’approvazione del recente decreto che fa di Piombino un’area di crisi industriale complessa.
INTANTO sulla questione del piano industriale, il gruppo consiliare Spirito Libero ha ribadito che valuterà “attentamente tutte le possibili varianti che cerchino non solo di difendere gli attuali posti di lavoro, ma soprattutto quelle che possono innescare processi nuovi di sviluppo – ha detto il segretario socialista, uno dei promotori della lista, Stefano Ferrini - per parlar chiaro, non difenderemo strenuamente il ciclo integrale se progetti che accanto alla laminazione, puntano a creare nuovi poli industriali legati allo smantellamento delle navi ed alle energie pulite saranno, dati alla mano, in grado non solo di mantenere gli attuali posti di lavoro, ma di aumentarli».
m. p.
PIOMBINO I PARLAMENTARI SI IMPEGNANO A SOSTENERE L’INDUSTRIA
«Il polo siderurgico, una realtà che va difesa»
Incontro dei lavoratori coi deputati del M5S
— PIOMBINO —
UNA DELEGAZIONE di lavoratori della Lucchini di Piombino ha incontrato martedì a Roma i rappresentanti in Parlamento del Movimento 5 Stelle. La delegazione guidata da Francesco Vagelli ha incontrato i parlamentari 5 stelle Sara Paglini, Alessandra Bencini e Nunzia Catalfo della Commissione Lavoro del Senato e Samuele Segoni della Camera. «La Lucchini è la seconda realtà in Italia per il comparto dell’acciaio. Da lavoro a quasi diecimila persone tra dipendenti e indotto. E’ una realtà che va difesa e salvaguardata» ha spiegato Vagelli. Incontrando i lavoratori, Sara Paglini e gli altri parlamentari hanno raccolto le loro richieste. «Abbiamo già attivato il nostro ufficio legislativo - spiega Sara Paglini - e metteremo in campo ogni azione parlamentare con interrogazioni, proposte, emendamenti per impegnare il governo a salvaguardare i posti di lavoro della Lucchini e rilanciare il comparto».
PIOMBINO I CONSIGLIERI DI FRATELLI D’ITALIA SUL PROGETTO DI SMANTELLAMENTO
«Nave Concordia, sosteniamo il porto
ma non dimentichiamoci del Giglio»
— PIOMBINO —
«SOSTENIAMO Piombino ma senza dimenticarci del Giglio». A sostenerlo sono i consiglieri regionali Giovanni Donzelli e Paolo Marcheschi (Fratelli d’Italia) che, insieme alla collega Marina Staccioli (Gruppo Misto), hanno presentato al riguardo una mozione in Consiglio regionale. «Con il riconoscimento, da parte del Governo, di Piombino quale area di crisi industriale complessa ed il conseguente stanziamento di 160 milioni di euro per gli interventi di adeguamento infrastrutturale, adesso esistono i presupposti perché il relitto della Costa Concordia venga assegnato al nostro porto. Si tratta, pertanto, di sostenere l’azione della Giunta regionale perché prosegua con fermezza sulla strada intrapresa finora di tutelare la decisione che vuole Piombino quale destinazione naturale per lo smaltimento della nave.
E’ VERO che rappresentiamo una ferma opposizione al Governo regionale ma è altrettanto vero che siamo disponibili a sostenere questa opportunità, vigilando sui tempi, sulle modalità e sulla non esclusione del Giglio. Sarà certamente importante – continuano - controllare il rispetto della tempistica, dell’impatto ambientale e di quello sociale degli interventi nell’area portuale. Ma l’occasione è davvero unica per rilanciare lo sviluppo e mantenere i livelli occupazionali. Non dobbiamo, tuttavia, dimenticare che è stata l’Isola del Giglio a ricevere le maggiori ferite dall’immane tragedia. I ritardi nello spostamento del relitto stanno comportando evidenti ripercussioni sulla locale economia e generando legittime apprensioni sotto il profilo ambientale. Insomma, bene che arrivino i soldi per Piombino ma dobbiamo al contempo prevedere concrete azioni a sostegno del Giglio e del suo tessuto economico».
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