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Autostrada fra rincari ed «effetti collaterali» - La Nazione Rosignano sabato 4 maggio
CECINA - ROSIGNANO IL TRAFFICO FINISCE SULLE VECCHIE VIE
Aumento medio in Italia dello 0,07%: da noi il 3,81%...
— ROSIGNANO - CECINA—
SONO circa tre settimane che la stangata inerente l’aumento del pedaggio della autostrada Tirrenica è stata attivata e già si cominciano a vedere i primi effetti collaterali, tutti purtroppo a carico degli automobilisti comuni, di chi trasporta merci e di chi quelle stesse merci deve poi acquistarle con prezzi più alti. Immuni, invece, gli incassi dei concessionari che, anzi, continuano a gonfiare di anno in anno proprio grazie agli immancabili e costanti ritocchi nel pedaggio. Ad inizio anno il tradizionale aumento delle tariffe richiesto da Sat (riunita insieme ad altre concessionarie sotto la sigla Aiscat) sembrava scongiurato perché il Ministero delle Infrastrutture lo aveva di fatto bloccato non avendo ravvisato i requisiti necessari per accordarlo, ovvero la necessità di completare o avviare interventi di potenziamento, manutenzione o adeguamento.
IN PRATICA la Sat, pur non volendo migliorare in nulla il percorso già esistente, aveva chiesto l’aumento delle tariffe solo e soltanto nell’ottica di ampliare l’autostrada a tutto il tratto dell’Aurelia (i famosi 4 lotti tra Rosignano Marittimo e Civitavecchia). Una richiesta che provocò scalpore e che scatenò polemiche tra chi da sempre si è opposto a Sat, sia in termini progettuali che tariffari. Dopo il divieto del Governo l’Aiscat mosse subito sul piede di guerra annunciando un ricorso contro questa decisione a loro parere «incomprensibile», ricorso che, sfortunatamente, ha portato ad uno sblocco degli aumenti del pedaggio con un decreto firmato sia dal Ministero dei Trasporti che da quello dell’Economia.
NON BASTAVANO le super tassazioni sui carburanti, il super bollo (che solo in Italia esiste), le più alte assicurazioni in Europa oltre all’imposizione fiscale…fatto sta che per il «nostro» tratto autostradale il rincaro, attivo dal 12 aprile scorso, è stato del 3,81%, una vera e propria stangata considerato che l’aumento medio sulla rete nazionale corrisponde allo 0,07%. E a rimetterci, come detto, sono sempre gli automobilisti e chi compra le merci che passano dal nostro tratto autostradale, il più caro d’Italia. Questo perché il traffico, soprattutto quello di mezzi pesanti, nelle ultime tre settimane è diminuito in quanto sempre più pendolari optano per la 206 o per le strade dei centri cittadini (creando non pochi problemi di praticabilità e sicurezza), inoltre, in un Paese come l’Italia dove quasi l’88% del trasporto commerciale avviene su gomma, è evidente che l’incidenza dell’aumento dei trasporti sui prodotti agricoli ed alimentari sia un aspetto fondamentale che invece sulla Tirrenica non viene molto considerato.
MA VEDIAMO nel dettaglio i rincari: sul percorso dal vecchio casello di Rosignano fino a quello di Collesalvetti si è passati da 3,90 a 4 euro per le vetture di classe A, mentre siamo a 4,10 euro per la classe B, 5,70 euro per la classe 3, e dulcis in fundo 8,80 euro per la classe 4 e 10,20 euro per la classe 5 ovvero i grossi tir che trasportano prodotti che poi entrano in commercio. Aumenti più cospicui, invece, sulla tratta più gettonata che collega Collesalvetti con la nuova barriera a Vada. Qui la per la classe A si è passati da 4,20 a 4,40 euro, e anche per le altre classi veicolari le tariffe sono alle stelle: 4,50 euro per la B, per la categoria 3 sono 6,30 euro, per la 4 sono 9,70 euro e infine 11,10 per la classe 5. L’unica nota lieta parrebbe essere, ma il condizionale è ancora d’obbligo, per il sistema aperto che collega lotto 1 (Rosignano-San Pietro in Palazzi) con la Variante Aurelia dove l’imposta, al momento, è rimasta inalterata.
Giulio Salvadori
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