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Ispettori ministeriali all'Aamps - La Nazione Livorno
PARTECIPATE E LA «EDIL ETRUSCA» HA APERTO CON L’AZIENDA UN CONTENZIOSO
Da qualche giorno ci sono controlli nella sede in via dell’Artigianato
— LIVORNO —
SONO ARRIVATI gli ispettori del Ministero delle Finanze e del dipartimento del tesoro ad Aamps. Gli ispettori si sono visti ieri e si presenteranno anche oggi nella sede di via dell’Artigianato. A quanto ci risulta si tratterebbe di un’azione ispettiva a campione. Dentro l’azienda regna un clima sereno, o almeno così parrebbe. Certo l’arrivo degli 007 ministeriali qualche curiosità la desta. Sopratutto ripensando al burrascoso addio dell’ex direttore unico dell’azienda il «perugino» Angelo Rosi. Il 20 febbraio in conferenza stampa Rossi — al tempo amministratore unico di Aamps — annunciò le sue dimissioni che sarebbero state formalizzate il 22 febbraio nell’assemblea dei soci. Rosi era stato attaccato da manca e dritta e anche dai sindacati per la sua gestione di Aamps e per la sua «incoronazione» decisa da sindaco senza alcun confronto con il consiglio comunale.
FU NOMINATO dal sindaco con il difficile compito di salvare una azienda che era «nelle condizioni di imboccare la strada della procedura concorsuale — disse Rosi il 20 febbraio — a fronte dei 24 milioni di euro di debiti ormai scaduti che doveva pagare ai fornitori». Nell’occasione lanciò un macigno nello stagno dicendo che «ben 64 lavoratori invalidi (su 264 dipendenti) sono troppi in Aamps» e «alcuni di costoro sono diventati invalidi nel corso del tempo. Sono così in corso accertamenti e qualcuno pare stia guarendo miracolosamente».
PUNTUALIZZÒ: «E’ saltato fuori che qualcuno di detti invalidi non può stare allo sportello aperto pubblico, ma fa il dj; altri non sollevano nemmeno una bottiglia d’acqua e altri hanno turni part time variabili a seconda che sia estate, o inverno...».
UN CONTENZIOSO infine pende dal 2012 su Aamps per la vecchia sede in via Bandi messa in vendita un anno e mezzo fa. Era stato trovato un acquirente, l’Edil Etrusca (il presidente del cda è Roberto Paoletti) pronta a pagare 4 milioni di euro, ma Rosi ha mandato tutto all’aria perché l’affare per lui non era più coerente con la situazione recente. Edil Etrusca aveva pattuito con Aamps anche di affittargli una nuova sede i via dell’Artigianato a circa 33mila euro al mese. Dopo il no di Rosi l’acquirente ha aperto un contenzioso civile con Aamps ed ha chiesto 1,5 milioni di euro di danni all’azienda partecipata al 100% dal Comune, di cui però nessuno — oggi — fa più parola oggi. Sempre Edil Etrusca ha adito il Tar che ha dichiarato ammissibile il suo ricorso contro Aamps.
Monica Dolciotti
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