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«Parco eolico, un progetto inaccettabile» - La Nazione Piombino

 

PIOMBINO REPLICA DI ANSELMI E SOFFRITTI DOPO L’INTERVENTO SUL NOSTRO GIORNALE DI PARTESOTTI

«Gli impianti devono essere collocati in aree già occupate e di fatto industrializzate»
— PIOMBINO —
«IL PROGETTO del parco eolico non è accoglibile». A sostenerlo sono il sindaco di Piombino e quello di Campiglia Gianni Anselmi e Rossana Soffritti, una posizione condivisa anche dai sindaci Michele Biagi di San Vincenzo e Giampaolo Pioli di Suvereto, una risposta alla dura posizione espressa ieri su La Nazione da Lorenzo Partesotti, progettista del parco eolico, nei confronti degli amministratori che hanno respinto l’impianto. «In merito al progetto di parco eolico di 11 torri presentato nella piana compresa tra Venturina e Montegemoli - sostengono i sindaci di Piombino e Campiglia Marittima - lungi da prendere posizioni ideologiche e condividendo la necessità di aprire ad innovazione e produzione di energia pulita, ritengono questo progetto non accoglibile. Non è possibile astenersi da una reale contestualizzazione di impianti di tali dimensioni e quindi non tener conto delle criticità che portano con sé. La Regione Toscana stessa, governando questa materia, ha più volte insistito su criteri come “i coni visivi”, e “la tutela delle aree di pregio paesaggistico e culturale” come elementi dirimenti rispetto alla compatibilità paesaggistica di un impianto. E’ in corso un procedimento di valutazione tecnica sull’impatto ambientale che produrrà un’analisi che i vari soggetti competenti contribuiranno a definire».
«TUTTAVIA È necessario che le amministrazioni esprimano la loro posizione in ordine al governo del loro territorio, già con grandi spazi dedicato ad attività industriali, estrattive e di produzione di energia che insieme contribuiscono ad occupare centinaia di ettari. Crediamo che questi impianti siano meglio collocabili in aree già occupate e di fatto industrializzate nella loro destinazione o percezione. La Val di Cornia – continuano i due sindaci - non si è mai tirata indietro dall’offrire soluzioni praticabili per le attività produttive, o astenuta dal fare scelte di localizzazioni possibili per i vari impianti. La via dei sì, quindi, non quella dei no. Ma i “sì” non sono possibili ad ogni costo e in questo caso riteniamo di non poter sopportare progetti senza che il bilancio paesaggistico o delle opportunità che vengono a crearsi, sia decisamente dalla parte del nostro territorio. Riteniamo che la valutazione di progetti di questa consistenza non possa limitarsi a un approccio riferito ai singoli Comuni, ma che debba estendersi all’ambito territoriale complessivo di riferimento. La riflessione è stata quindi condivisa anche con i sindaci di Suvereto e San Vincenzo».


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