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«Ora un nuovo assetto istituzionale» Marciana Marina, il sindaco Ciumei dopo il risultato del referendum - La Nazione Elba

 


— MARCIANA MARINA —
IL RISULTATO del referendum ha detto inequivocabilmente che l’Elba non vuole il

comune unico, ma ha nello stesso tempo posto il problema di una revisione

dell’assetto istituzionale dell’isola perchè, con i nuovi obblighi che scatteranno

dal 1 gennaio 2014, mantenere sull’isola l’attuale assetto di 8 comuni sembra davvero

impensabile. Un primo ragionamento in tal senso lo hanno già avviato i sindaci dei

tre comuni del versante occidentale dell’isola. «Che i comuni di Marciana, Marciana

Marina e Campo nell’Elba si siedano ad un tavolo per immaginare il futuro assetto

istituzionale e l’offerta di servizi ai nostri concittadini – dice il sindaco di

Marciana Marina Andrea Ciumei – è cosa doverosa e necessario. Con i colleghi

Bulgaresi e Segnini ne abbiamo già parlato e continueremo a farlo. Aspettiamo di

conoscere le loro valutazioni in merito. Dire adesso che i tre comuni del versante

occidentale cercheranno di unirsi in un solo ente è prematuro. E’ comunque un’ipotesi

che stiamo prendendo in considerazione per far sì che ai cittadini vengano erogati

servizi migliori a costi inferiori». Ciumei commenta lo schiacciante verdetto del

referendum. «Marciana Marina – dice- si è dimostrata una sorta di piccolo laboratorio

politico, visto che il risultato emerso è lo stesso della media dell’isola. Sia nel

mio paese che altrove la gente ha capito che il comune unico, così come era stato

concepito, avrebbe messo in ginocchio l’Elba e si è espressa di conseguenza. Ed è

anche una grande sconfitta della sinistra che si era spesa in maniera fortissima per

la causa Comune Unico».

PORTOFERRAIO I GRILLINI: «GLI ELBANI IL DESTINO SE LO VOGLIONO COSTRUIRE CON LE LORO

MANI»
Il presidente Kutufà: «Ora ci vuole più collaborazione»
— PORTOFERRAIO —
«MI ERO ASTENUTO da esprimere valutazioni nel corso della campagna referendaria per

evitare ingerenze esterne indebite. Ora come ogni sincero democratico prendo atto

della chiara volontà popolare». Il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà

commenta così l’esito della consultazione referendaria. «Sottolineo comunque -

aggiunge Kutufà - che rimane assolutamente necessaria una più stretta collaborazione

fra i Comuni, oltre quella già prevista dalle leggi vigenti. L’esito del referendum

non può cristallizzare le istituzioni esistenti. Sta ora all’impegno e alla sagacia

degli amministratori elbani, trovare forme di integrazione e cooperazione sempre più

strette e fattive».
IL VERDETTO delle urne viene analizzato anche dal Movimento 5 stelle isola d’Elba.

«Un dato da rilevare – sostengono i grillini - è che una “massa critica” abbia

chiaramente espresso con un non voto la stanchezza di fronte ad politica dei partiti

che non è capace di cambiare nell’interesse della popolazione. Siamo intervenuti con

un unico comunicato per informare gli elbani su ciò che era di diritto conoscere

sulla proposta di legge sottoscritta a loro insaputa invitando i promotori a

sospendere l’iter di approvazione della stessa per adeguarla alle vere esigenze

locali. Prendiamo atto che all’Elba si è deciso che il destino vogliamo costruircelo

con le nostre mani piuttosto che rischiare un commissariamento con poteri e tempi non

predeterminati dalla proposta di legge».

RIO NELL’ELBA
Danilo Alessi:
«Ha prevalso
lo spirito
di coservazione»
— RIO NELL’ELBA —
E’ STATO uno dei due sindaci «sconfessati» dal voto perchè anche nella sua Rio

nell’Elba il no al comune unico ha vinto con il 75% dei voti, ma Danilo Alessi (Sel),

convinto sostenitore del sì, non perde il suo spirito battagliero. «Ha prevalso – è

la sua analisi - lo spirito di conservazione e la diffidenza al cambiamento,

alimentati dai sostenitori del no che hanno prefigurato lo sbocco unitario come

un’annessione al comune più grande e la perdita di identità e autonomia dei comuni

minori. L’Elba ha perso una buona occasione per divenire più forte e competitiva e

per superare le difficoltà che da anni penalizzano il territorio. L’amarezza per il

risultato, però, non offusca la validità di una scelta che era giusto fare e che

comunque ha avuto il merito di far emergere problemi che sarà difficile accantonare

se non assumendoci la responsabilità di accentuare un declino in cui l’isola sta

lentamente scivolando».


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