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«L'Elba deve diventare zona franca doganale e fiscale» - La Nazione Elba

 

PORTOFERRAIO LA RICHIESTA DI CONFINDUSTRIA ALLA REGIONE

«Si favorirebbero importanti investimenti sul territorio»
— PORTOFERRAIO —
ELBA ZONA FRANCA. La richiesta ufficiale è contenuta in una lettera che Confindustria Livorno ha inviato al Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, nella quale si propone appunto l’istituzione di una zona franca come possibile via di uscita dalla crisi che sull’isola sta attanagliando le imprese di tutti i comparti economici, primo fra tutti quello turistico, con inevitabili conseguenze negative sia a livello socio-economico che sul piano occupazionale. Confindustria non è sola in questa battaglia. L’appello perchè si arrivi alle agevolazioni fiscali è infatti sottoscritto anche da tutte le altre associazioni di categoria, dai Comuni isolani e dall’Assessorato al Turismo della Provincia.
«E’ NECESSARIO – spiega il vicepresidente di Confindustria Livorno Marco Mantovani, patron di Locman e coordinatore del Progetto Elba - che la Regione si attivi con le istituzioni comunitarie competenti, per richiedere il riconoscimento dell’Elba quale zona franca doganale e fiscale. Riconoscimento che consentirebbe, fra l’altro, di usufruire di agevolazioni fiscali come l’esenzione dall’applicazione dell’Iva anche sui servizi turistici, aumentando la competitività delle attività economiche, allungando la stagione turistica e favorendo l’attrazione di importanti investimenti sul territorio».
NELLA LETTERA al governatore Rossi si fa riferimento alla situazione di grave svantaggio competitivo con le altre località italiane perchè il costo della vita all’Elba, gravato dai prezzi maggiorati dei beni e da servizi sempre più lontani e inaccessibili, è divenuto insostenibile sia per i cittadini che per le imprese. «Fra l’altro – conclude Mantovani - l’esenzione Iva nelle località disagiate si è sempre dimostrata una misura fiscale estremamente redditizia anche per il sistema fiscale generale, che, pur rinunciando ad una minima parte di introito, si ritrova a beneficiare di enormi incrementi delle tasse sul volume di affari derivanti dall’attrazione di un turismo internazionale incentivato agli acquisti».


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