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Concorida, interviene Cosimi: «Siamo onesti, nessuno riuscirà a fare i lavori in due anni» - La Nazione Livorno

 

IL CASO CONCORDIA IL SINDACO COSIMI SGOMBRA IL CAMPO DALL’ESTENUANTE POLEMICA SUL TRASFERIMENTO DEL RELITTO A PIOMBINO

SARà FORSE PERCHÈ il porto che ambisce la nave Concordia non è quello di Livorno; o che la sua città non è destinata a morire sotto le ceneri delle acciaierie. Fatto sta che ieri pomeriggio, il sindaco Alessandro Cosimi, è intervenuto in terza commissione lavoro sulla polemica che è scoppiata intorno allo smantellamento della nave Concordia. «Dobbiamo essere chiari — dice Cosimi — perchè la Concordia ha un pescaggio tale che non può andare né a Piombino né a Livorno. Non sono un esperto ma non conosco nessuno che riesca a fare le cose, come quelle che si prevedono per sistemare lo scalo di Piombino, in due anni. Allora, correttezza vorrebbe che si parlasse in maniera precisa agli abitanti del Giglio: la nave Concordia resterà adagiata sui vostri scogli per altri due anni». Servono mesi e mesi di duro lavoro per rendere il porto di Piombino accogliente nei confronti di questa regina del mare. Per Piombino è una partita importante, soprattutto in prospettiva, se riuscirà a convertirsi dalla lavorazione dell’acciaio in un polo specializzato nelle riparazioni navali. «Come si fa a pensare di costruire una banchina di 330 metri in meno di due anni — continua Cosimi — con una profondità tale che garantisca la stabilità della struttura? E’ chiaro che, in futuro, quel porto avrà un vantaggio...».
ANCHE LIVORNO ha un bel problema con i suoi fondali, ma non è l’unico o forse il più preoccupante. «Quello si può risolvere — ha detto Cosimi — il disagio vero è il bacino di evoluzione che impedisce al nostro scalo di ospitare le navi di ultima generazione». E chiama in causa i governi che si sono rincorsi negli ultimi anni «non c’è stato in questo Paese una vera politica per lo sviluppo dei porti. I problemi non sono solo a Livorno, anzi. Il governo di centrodestra e quello di centrosinistra non hanno avuto uno visione strategica per gli scali italiani che ora boccheggiano». A poco è servito dunque avere un parlamenatre — l’onorevole Marco Filippi, riconfermato in Senato — capogruppo del Pd alla commissione trasporti. Il nostro porto non è stato avvantaggiato da questa presenza — è stato uno dei pochi scali rimasti fuori dall’ultima tranche di finanziamenti dati dal Governo Monti — ed ora perde anche la linea ferroviaria del Frecciabianca. «E’ un problema della costa toscana — dice Cosimi — sul quale intendiamo dar battaglia». Nei prossimi giorni riunione con gli amministratori di Grosseto e Massa Carrara. «Se il turismo è fondamentale per lo sviluppo della Toscana — chiude il primo cittadino — Trenitalia non potrà isolare la nostra costa».
m. b.


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