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E Livorno diventa un'«area di crisi complessa» - La Nazione Livorno
L’OCCUPAZIONE LA COMUNICAZIONE DELL’ASSESSORE REGIONALE GIANFRANCO SIMONCINI
LA BUONA NOTIZIA è che la Regione ha stanziato 5 milioni di euro per per progetti di recupero e valorizzazione di aree e immobili negli ex ospedali dismessi tra cui quello di Livorno e per progetti di riqualificazione urbana nell’ambito dei piani di reindustrializzazione nei comuni di Piombino e Livorno. La brutta notizia è che Livorno, ormai, è un’area di crisi complessa conclamata. Lo scenario è stato delineato ieri in terza commissione — presieduta dal Vladimiro Del Corona — dall’assessore regionale Gianfranco Simoncini e dall’assessore comunale Darya Majidi. «Livorno ha grandi opportunità nella logistica e nel porto — ha detto Simoncini — ma presenta indicatori peggiori sia per i tassi di disoccupazione che di occupazione. Siamo in affanno». E snocciola «il tasso di occupazione è 2,5 punti inferiore a quello regionale mentre la disoccupazione è peggiorata del 30% contro il 22% della media regionale». Mentre il resto della Toscana cerca di salvarsi con l’export — quello di lusso soprattutto tiene a galla le imprese — il nostro territorio è segnato da un manifatturiero in profonda crisi.
L’ELENCO delle aziende in difficoltà è lungo, solo negli ultimi giorni Simoncini ha ricordato il suo impegno nella vicenda Trelleborg, Novaol e il dramma della ex Delphy «abbiamo chiesto un tavolo nazionale per i 1.200 lavoratori compresi quelli piemontesi». Una vicenda che ha segnato profondamento la città. «Rossignolo ci era stato presentato dal governo di centrodestra — ha detto il sindaco Cosimi — ma anche quello di centrosinistra non ha fatto obiezioni. Un interlocutore indicato come affidabile e noi abbiamo trattato. Devo dire che Rossignolo ha tanti difetti ma ha consentito che ci fosse la cassa integrazione». Ed ha elencato le aziende toscane che, invece, si trovano senza gli ammortizzatori sociali.
MA LA DRAMMATICA situazione della provincia di Livorno, sotto il profilo occupazionale, viene impugnata dai consiglieri a caccia di responsabilità. «E’ colpa di una mancata politica industriale da parte del Comune» ha tuonato Salvatore Capuozzo Udc e Maristella Bottino, Pdl, ha rincarato «questa città è stata mal tutelata dalla Regione. Dove era fino ad ora?». Sul ruolo politico di Livorno in ambito regionale ha attaccato Lorenzo Cosimi di Rifondazione mentre Massimo Ciacchini del Pdl ha contestato il «modello toscano vincente? I numeri parlano da soli». Ma il problema di Livorno è racchiuso nelle parole del primo cittadino «qui alcuni settori che hanno trainato negli anni l’occupazione oggi sono saturi a livello internazionale». Il riferimento è ovviamente all’automotive che continua a mietere posti di lavoro, segnato dalla profonda crisi della vendita delle quattro ruote. Per questo, come ha indicato Marco Cannito, Città Diversa, «servono politiche alternative per quei settori che non tengono più. Turismo, manutenzioni ed energie rinnovabili, partiamo da qui».
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