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Cartella da 41mila euro imprenditore nei guai - Il Tirreno Cecina

 


La richiesta choc a un professionista tra le tante storie di ordinaria follia fiscale E una donna scopre di avere il fermo dell’auto senza aver ricevuto le notifiche
 
IMPOSTE E TRIBUTI »TEMPI DURI PER I MOROSI
 
 
 
 
di Gianni Parrini wCECINA C’è un libero imprenditore di Castiglioncello, classe ’59, che dieci giorni fa si è visto recapitare un cartella esattoriale da 41mila euro! E poi c’è Claudia, una signora di Cecina che andando all’Aci per pagare il bollo ha scoperto di avere un fermo amministrativo sull’auto per delle cartelle che non le erano mai state recapitate. Un errore nell’indirizzo. Ma intanto interessi e sanzioni hanno continuato a crescere. Infine c’è una piccola azienda, sempre di Cecina, che si è vista notificare un sollecito da 3.200 euro per una questione di imposte non versate nel lontano 1993. All’agenzia delle entrate hanno consigliato ai titolari di rivolgersi al giudice di pace. Peccato che quest’ultimo non abbia alcuna competenza in materia tributaria. Storie di ordinaria follia fiscale. Sono quelle che quotidianamente hanno per protagonisti cittadini la cui colpa ha una natura varia e multiforme: a volte sono morosi per scelta, molto spesso per necessità, altre per dimenticanza e in alcuni casi perché nessuno li ha informati della loro pendenza con il Fisco. A rammentargliela ci pensa sempre e comunque Equitalia, l’agenzia che si occupa di riscuotere i tributi per conto di Stato, Regioni, Comuni ed enti previdenziali. Sebbene svolgano al meglio delle proprie possibilità un lavoro ingrato, ogni tanto i messi di Equitalia commettono qualche errore. E se i cittadini non stanno attenti rischiano di pagare cifre esorbitanti e non sempre dovute. A vigilare sulla legittimità di notifiche, addebiti e pagamenti ci pensa l’associazione Sos Cartelle esattoriali di Livorno. «Ai nostri uffici bussano almeno un paio di persone al giorno – spiega la dottoressa Stella Caroni – Molte? Direi poche se si pensa che tutti, prima o dopo, si vedono recapitare una cartella esattoriale. I casi più comuni riguardano contravvenzioni non pagate o – nel caso delle aziende – il mancato versamento dei contributi Inps». Come detto, a volte ci sono difetti di forma o errori di notifica che invalidano la cartella. È il caso della signora Claudia: «Andando all'Aci per pagare il bollo scoprì di avere il fermo amministrativo – racconta la dottoressa Caroni – Così andò a Equitalia per chiedere spiegazioni: venne fuori che a suo nome c’erano quattro cartelle esattoriali del consorzio di bonifica Alta Maremma. L'impiegato le spiegò che il suo debito ammontava a 2.800 euro. Così si rivolse a noi: dalle nostre ricerche emerse che due cartelle erano state notificate a un indirizzo dove la signora Claudia non aveva mai abitato. Le restanti erano state notificate a vecchi indirizzi e nessun avviso bonario era stato inviato da parte del consorzio di bonifica, dato che questo ente si serve proprio di Equitalia per notificare gli avvisi. Risultato: niente da pagare, tolte le ganasce fiscali all'auto e possibilità di chiedere un risarcimento per il danno subito». Ancora più clamoroso il caso del libero professionista di Castiglioncello e della sua maxi cartella da 41mila euro: «Una sola voce ma molto corposa – racconta la Caroni – La questione riguarda contributi non versati diversi anni fa. Il grosso della somma è determinato dalla sanzione: 18mila euro. Il signore si è rivolto a noi da poco e stiamo cercando di capire come mai non ha ricevuto alcuna notifica. Probabilmente l’errore è legato a un cambio di indirizzo del nostro cliente». @parrini77 ©RIPRODUZIONE RISERVATA

L’ADDIO A EQUITALIA
 
Da luglio riscossione affidata agli enti locali
 
 
 
 
CECINA Da luglio si cambia. Per effetto di un decreto del novembre scorso a partire dal 30 giugno i Comuni dovranno abbandonare Equitalia. O dovrebbero. Quello dell’addio all’agenzia di riscossione è un tema di cui si parla da tempo ma che non arriva mai a conclusione. I Comuni avrebbero dovuto lasciare Equitalia già alla fine del 2011 ma una serie di problemi (tutt’oggi irrisolti) ha partorito due proroghe e allontanato il momento dei saluti, ora fissato alla fine di giugno. Cosa succederà? Difficile dirlo. A Cecina l’argomento non figura tra le priorità. «Di sicuro non prenderemo in carico l’attività di riscossione – spiega l’assessore al bilancio Monica Mansani – Manca il personale. La soluzione più probabile mi sembra quella di una nuova proroga». Le ipotesi in campo per sostituire Equitalia sono diverse. C’è chi paventa la creazione di un'agenzia regionale per la riscossione dei tributi. «Per i Comuni è conveniente riscuotere i tributi senza passare da Equitalia – spiegava mesi fa Alessandro Cosimi, presidente di Anci Toscana – L'agenzia non tratta somme inferiori ai 2mila euro. E i crediti vantati dai municipi toscani sono spesso per piccole somme». Alcuni sindaci preferirebbero la gestione diretta, altri (soprattutto quelli piccoli) vedono nel consorzio l’unica soluzione praticabile. Un po’ come da tempo si fa in provincia di Pisa, dove la riscossione dei tributi è affidata a Sepi, società di cui sono soci diversi Comuni. Fuori regione, l’unica a muoversi è l'Emilia Romagna che a febbraio ha chiuso la gara da 215 milioni di euro per l’affidamento del servizio. In tutte e nove le province l’associazione affidataria gestirà la riscossione, lasciando ai Comuni la firma degli atti. (g.p.)

In provincia 347mila avvisi nel 2011, sbagliato non farsi trovare
 
 
 
 
Dati recenti sull’attività di Equitalia nella nostra zona non ce ne sono. Ma, quelli di qualche anno fa dimostrano che l’agenzia è molto attiva sul territorio: le cartelle recapitate in provincia tra il primo luglio 2010 e il 30 giugno 2011 erano circa 346.900. In media, più di una cartella a testa, considerando che in questa area vivono 343mila persone. Ovviamente bisogna tener conto che vi sono cittadini che ricevono ben più di una cartella. Spesso si pensa che la soluzione migliore sia fare “orecchi da mercante”, evitando accuratamente di firmare raccomandate o solleciti. «Ma è un errore – spiega Stella Caroni – Se la notifica è fatta in modo corretto si perde del tempo prezioso per organizzare una difesa. E nel frattempo sanzioni e interessi crescono a vista d’occhio: 100 euro in pochi mesi possono diventare 400. Poi partono le ganasce fiscali: fermo dell’auto, pignoramento della casa, blocco del conto corrente».

E il conto preciso dei crediti? Nessuno lo sa
 
Le multe e le tasse comunali non versate stanno fuori dal bilancio e poi finiscono a Equitalia...
 
 
 
 
CECINA Quanti sono i soldi che il Comune deve recuperare per il mancato versamento delle imposte comunali, delle contravvenzioni, della Tia, dell’Imu, ecc? La domanda è semplice ma la risposta – evidentemente – complicata. Quando l’abbiamo posta agli uffici della ragioneria del Comune c’è stato risposto che dati precisi non ce ne sono e che ci vorrebbe qualche settimana per recuperarli. La cosa suona strana, visto che la capacità di investimento dei Comuni è determinata – per effetto del patto di stabilità – da quanto gli enti riescono a incassare. A quanto pare, però, un monitoraggio del credito che il Comune ha accumulato nel corso degli anni nei confronti dei cittadini morosi non esiste. Fatta l’iscrizione a ruolo e passato a Equitalia l’onere della riscossione, la contabilità dei crediti entra in una sorta di porto delle nebbie. In bilancio niente crediti. «Nel bilancio – spiega il dirigente Eugenio Stefanini – registriamo per cassa, cioè segniamo solo le entrate certe. Per quanto riguarda i tributi non versati facciamo l’iscrizione a ruolo (che non entra nel bilancio) e passiamo le pratiche a Equitalia. Quanto recupera? Poco, ma anche questo è difficile stabilirlo con esattezza visto che i tempi sono lunghi. L’anno scorso, ad esempio, sono arrivati dei soldi per un’iscrizione a ruolo di una ventina di anni fa di cui nessuno si ricordava: erano questioni relative al vecchio zuccherificio». Secondo il Sole24ore, l’attività svolta da Equitalia a livello nazionale permette di recuperare tra il 20 e il 30% delle somme. Incasso multe: manca il 20%. La questione è complicata ma a forza di insistere qualche dato esce fuori dagli uffici comunali. Uno dei capitoli più sostanziosi è relativo alle contravvenzioni per le infrazioni del codice della strada. «Le iscrizioni a ruolo rappresentano il 20% del totale (2.258 in termini assoluti) – spiega il comandante della municipale Graziano Costagli – La somma non versata nelle casse del Comune è di 355.389,00 euro». Tariffa igiene ambientale. Un’altra voce “pesante” è relativa al mancato versamento della Tia. L’incasso annuo si aggira intorno ai 5-6 milioni di euro, la percentuale di evasione è stimata tra il 5 e il 7%: facendo due conti ammonta a 420mila euro circa. Passi carrabili e mense. Meno consistenti sono le somme mancanti per passi carrabili e mense scolastiche. «L’importo dei 163 avvisi emessi per il mancato pagamento dei permessi di passo carrabile relativi al 2011 ammonta a 6.114 euro – spiega sempre Stefanini – di questi sono stati recuperati già 4.808 euro. Ne mancano 1.306 e per questi verrà fatta l’iscrizione a ruolo. Per quanto riguarda le rette delle mense, negli anni 2007, 2008 e 2009 sono stati iscritti a ruolo 349 soggetti per un importo complessivo di 150mila euro». (g.p.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA


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