Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

Lucchini, primi contatti con i possibili acquirenti - Il Tirreno Piombino

 


 
Si fa il nome di un gruppo minerario brasiliano ma l’azienda non conferma Bajetti riorganizza la rete commerciale, i prezzi però sono ancora troppo bassi
 
Scadenze
 
SIDERURGIA »TENTATIVI DI SALVATAGGIO
 
L’ammissione al passivo
 
 
 
 
Il 5 giugno ci sarà la prima udienza al Tribunale di Livorno per la verifica del passivo Lucchini. Entro il 6 maggio dunque i creditori, compreso i dipendenti, dovranno presentare la domanda di ammissione al passivo per il periodo antecedente il 21 dicembre. Il tribunale dovrà valutare la corrispondenza dei crediti vantati dai fornitori con quelli dichiarati dalla Lucchini. La precedenza ovviamente spetta ai dipendenti che hanno visto congelarsi Tfr, premio di risultato, ferie e permessi. Le richieste dovranno essere indirizzate all’indirizzo di posta elettronica certificata: lucchini amministrazionestraordinaria. it
di Giorgio Pasquinucci wPIOMBINO La Lucchini sta in questo momento cercando di recuperare il mercato, che ancora presenta difficoltà, più che sui volumi su prezzi poco remunerativi. In questi tre mesi di amministrazione straordinaria, il nuovo direttore commerciale Giovanni Bajetti sembra abbia lavorato molto per restituire fiducia ai clienti e anche le poche dichiarazione del commissario Piero Nardi confermano che i clienti tradizionali della Lucchini, per prime le Ferrovia dello Stato, stanno dando riposte positive. Alcuni importanti contratti per la fornitura di rotaie sono stati firmati nei primi due mesi dell’anno con gli Emirati Arabi, la Romania, la Turchia e l’Algeria. Tutto questo, insieme ad una ripresa delle vendite di vergella -proprio a causa dei bassi prezzi -non sembra sufficiente a far quadrare del tutto i conti, nonostante il congelamento del debito con il subentro dell’amministrazione straordinaria. L’azienda in questo periodo è più riservata che mai, tuttavia il commissario Nardi ha iniziato anche a sondare il terreno sul fronte degli eventuali acquirenti. Soggetti industriali e non Fondi d’investimento, che potrebbero mettere in sinergia gli asset di cui dispongono con la Lucchini che, ormai è chiaro, può risolvere i suoi problemi solo sé si troverà all’interno di un grande gruppo. In alcuni ambienti circola la voce dell’interessamento di un gruppo minerario brasiliano, ma l’azienda non conferma e non smentisce. Quello che invece tiene a far sapere è che ci sono diversi contatti in corso. Alcune delegazioni, anche di soggetti che si erano già presentati in passato, hanno visitato gli impianti o comunque richiesto informazioni. Tutto questo in vista di due scadenze importanti: il programma che il commissario Nardi dovrà presentare a giugno, data di scadenza della prima parte del suo mandato di cui già si ipotizza la proroga, e i provvedimenti che il commissario europeo all’industria Antonio Tajani sta preparando per difendere l’intera siderurgia comunitaria, che da un trentennio non può ricevere aiuti diretti dagli stati nazionali ma che è nel contempo esposta alla aggressività dei paesi emergenti, senza capacità di innovare impianti e prodotti. La ripresa produttiva, con le difficoltà incontrate a rimettere in marcia l’altoforno, e la ricognizione dei crediti e debiti dell’azienda, hanno assorbito in questi primi mesi gran parte del lavoro del commissario, in stretto contatto con il comitato di sorveglianza, presieduto da Corrado Calabrò, che di fatto sta funzionando come un consiglio d’amministrazione. Le pedine cominceranno a spostarsi nelle prossime settimane, con il lavoro do preparazione del programma che sembra andare di pari passo con lo sforzo di ricercare un acquirente. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

DIBATTITO IN PROVINCIA
 
Il presidente Kutufà «La Concordia può rilanciare Piombino»
 
 
 
 
LIVORNO Il patron di Azimut, Paolo Vitelli, lo aveva detto all’incontro organizzato a Livorno dalla lista Monti in campagna elettorale: investiamo nel refitting degli yacht a Livorno, guardando a un futuro ampliamento delle riparazioni navali nel porto di Piombino. Ieri mattina, a Palazzo Granducale, il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, ha tracciato la stessa linea. Il consiglio si aperto con una comunicazione sullo smantellamento della Concordia lontano dai Quattro Mori, nel porto piombinese. «A Piombino – interviene il presidente – è previsto un investimento di 150 milioni di euro, con l’ampliamento già progettato dello scalo». Per lo smaltimento della grande nave da crociera affondata al Giglio, Kutufà parla di un indotto «di circa 300 lavoratori». Ma l’operazione, sottolinea, non è legata solo all’emergenza Concordia. «A piombino – sottolinea – potranno attraccare navi molto grandi e il porto potrà aprirsi al mercato delle riparazioni navali, con prospettive di lavoro interessanti: un’opportunità positiva per una realtà già duramente provata dalla crisi». «Dietro l’emergenza – sottolinea ancora – c’è quindi la realizzazione di una struttura che può invertire il declino del territorio. Sono consapevole – aggiunge – che c’erano anche prospettive livornesi: l’importante è che non sfugga alcuna occasione alla Toscana». (j.g.)


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Infrastrutture

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP