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Orsini, il comunone e le dittarelle elbane Scoppia la polemica - Il Tirreno Elba
Il portavoce: trattative “amichevoli” tra le imprese e gli enti Il fronte del no: ci offende, le associazioni intervengano
COMUNE UNICO»VERSO IL REFERENDUM
Quanto costa il commissario dell’Unione
La Regione (nella foto il presidente Rossi), in accordo con gli otto Comuni elbani, ha definito la retribuzione lorda che il nuovo commissario straordinario liquidatore dell’ormai dissolta Unione dei Comuni percepirà per tutto il periodo commissariale. Graziella De Castelli, ex giudice della Corte dei conti, per lo svolgimento delle sue funzioni e dei compiti previsti, percepirà un’indennità lorda di 63mila euro. L’onere finanziario sarà ripartito in modo proporzionale tra gli otto comuni elbani, oltre a Capraia e l’Isola del Giglio che facevano parte dell’Unione. De Castelli avrà il compito non certo semplice di districare tutti i nodi del piano di successione redatto dall'ex commissario Gabriele Orsini, che ha portato alla fine dell'esperienza dell'ente comprensoriale lo scorso maggio. Un piano impugnato dal Comune di Portoferraio e dalle altre amministrazioni elbane, a causa di alcuni problemi legati alla ripartizione dei crediti e dei debiti in capo agli enti che negli scorsi anni hanno costituito l'Unione.
PORTOFERRAIO Imprese pane e salame contro potenti ditte del continente, amichevoli trattative contro appaltoni, fino ai “comunelli” opposti al “comunone”. Tutti termini coloriti che tuttavia, a un mese esatto dal referendum sul Comune unico, nascondono una contrapposizione fin troppo seria, relativa al cuore del sistema economico dell’isola. E le polemiche, dopo l’ultimo intervento del portavoce del comitato del sì, Gabriele Orsini, non si sono fatte attendere. Orsini ha usato una spiccata verve polemica per criticare le considerazioni economiche del fronte del no, preoccupato per le conseguenze dell’unificazione amministrativa sul sistema imprenditoriale elbano. In gergo calcistico avremmo parlato di un’entrata a gamba tesa. «Si sostiene che il comunone farebbe degli appaltoni – ha detto Orsini – e quindi le nostre dittarelle locali non sarebbero in grado di partecipare e soccomberebbero di fronte alle potenti ditte del continente che metterebbero alla fame l’imprenditoria elbana usa invece alle amichevoli trattative private degli otto comunelli che garantivano pane e salame a tutti e che ora non sono più in grado di fornirne». Con l’intervento Orsini intendeva smontare una visione definita come protezionistica dell’economia elbana, superabile - secondo il comitato promotore del Comune unico – grazie all’unificazione e alla semplificazione amministrativa. Ma le frasi usate dal portavoce sono state ritenute «offensive» dal fronte del no e hanno scatenato una girandola di repliche, fino alla presa posizione ufficiale dei quattro sindaci Anna Bulgaresi, Luca Simoni, Andrea Ciumei e Vanno Segnini. «Chiediamo che tutte le associazioni di categoria prendano le distanze da quanto affermato e si dissocino con un comunicato ufficiale dalle parole e dai pensieri di chi, ogni giorno di più, dimostra di volere il male dell’isola. Come sindaci ci sentiamo, poi, personalmente offesi: non siamo mai stati né mai saremo protagonisti di amichevoli trattative private e sfidiamo Orsini a mettere in discussione la nostra onestà». Sull’argomento si erano già espressi Roberto Marini e Adalberto Bertucci, per il fronte del no, che avevano criticato il «disprezzo» nelle parole di Orsini mentre il Pd, per voce di un suo coordinatore Michele Rampini, pur prendendo atto del “colore” dell’intervento di Orsini, ha ribadito come quello delle dimensioni e della capacità operativa delle imprese elbane sia un problema penalizzante per l’isola, superabile con l’introduzione del Comune unico. E, come accade spesso, il confine tra la polemica e la strumentalizzazione politico-elettorale è molto sottile. Quel che è certo è che, a un mese dal voto, i toni si sono alzati, fin troppo secondo alcuni. E le polemiche, troppo spesso, finiscono per far passare in secondo piano i temi su cui dovrebbero ragionare gli elettori che il prossimo 21 e 22 aprile sceglieranno il nuovo assetto dell’isola. «Le divisioni sono l'inevitabile copione di chi non ha una reale visione dei problemi – spiega l’ex sindaco di Rio Marina Paola Mancuso – né tanto meno delle soluzioni e proprio per questo stenta ad abbandonare il porto sicuro di una vecchia politica incapace di cambiare o di affrontare il mare». (lu.ce.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA
PROCCHIO
Il maltempo frena i lavori di demolizione dell’ecomostro
PROCCHIO Il maltempo ha bloccato per un giorno i lavori per la demolizione dell’ecomostro di Procchio. Martedì il primo escavatore dell’impresa edile pistoiese Giusti ha varcato il cancello del cantiere, temporaneamente dissequestrato fino alla demolizione del centro servizi. La pioggia di ieri ha rallentato il lavori di preparazione dell’area del cantiere, con gli operai che ancora devono predisporre una viabilità interna alla struttura dove poter far passare i mezzi da lavoro. Tra oggi e domani, tempo permettendo, arriverà a Procchio il secondo escavatore dell’impresa edile, quindi è atteso il martello demolitore e la pinza, con i quali inizierà il vero e proprio intervento di demolizione della base di cemento e ferraglie dell’ecomostro. La tabella di marcia annunciata dallo stesso imprenditore edile Franco Giusti punta al completamento della demolizione nel giro di un mese. Il 28 marzo, invece, è stato fissato il vertice in Regione, a cui parteciperanno i sindaco di Marciana Anna Bulgaresi e il responsabile di Legambiente Isole minori Umberto Mazzantini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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