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Del Nista: «Le dimissioni sono sul tavolo di Cosimi» - Il Tirreno Livorno lunedì 18 marzo

 


 
Il presidente di Asa, amareggiato, conferma la decisione annunciata al Tirreno ma il sindaco, prima di decidere, attende gli esiti della commissione speciale
 
EMERGENZA IDRICA »LO SCONTRO POLITICO
 
 
 
 
di Alessandro Guarducci wLIVORNO «Ho formalmente presentato le mie dimissioni al sindaco». È amareggiato Fabio Del Nista, perchè nella vicenda dell’emergenza idrica è pienamente convinto di aver fatto tutto ciò che doveva fare come presidente di Asa, ma la sua posizione non si discosta da quella annunciata venerdì pomeriggio nella diretta web del Tirreno: «È così, le mie dimissioni sono un atto dovuto, un gesto di responsabilità e come avevo detto ho rimesso il mio mandato nelle mani di Alessandro Cosimi». Cosa accadrà nell’immediato lo spiega lo stesso Del Nista, che conferma di aver avuto sabato un colloquio telefonica con Cosimi. «Il sindaco mi ha detto - afferma - che prima di fare qualsiasi valutazione intende aspettare quelli che saranno gli esiti della commissione speciale e, nel frattempo, mi ha chiesto di continuare a guidare l’azienda per quanto riguarda l’ordinaria amministrazione. Cosa che farò, così come mi presenterò alla commissione, perchè non voglio in alcun modo sottrarmi alle mie responsabilità». D’accordo, ma poi che cosa potrebbe accadere? Anche su questo punto, Del Nista dimostra di avere le idee chiare. «Se la commissione speciale del consiglio comunale dovesse appurare che l’azienda è stata responsabile di qualcosa nella vicenda dell’emergenza idrica - spiega - io lascerò il mio incarico in quanto mi sentirò oggettivamente responsabile. Chiedo solo una casa al sindaco, e cioè che la commissioni operi in tempi brevi. Per il resto, non ho nient’altro da aggiungere». Insomma, se è vero che il sindaco vuole aspettare il responso della commissione prima di decidire se accettare o meno le dimissioni, è altrettanto vero che il presidente dimissionario di Asa non vuole in alcun modo essere lasciato a bagnomaria: intende difendersi e difendere l’azienda ma è pronto ad accettare qualsiasi “verdetto”, purchè arrivi in fretta. Anche perchè la scadenza del suo mandato è molto vicina - coincide con l’approvazione del prossimo bilancio - e Del Nista non vuole arrivarci da dimissionario. «Il bilancio di Asa sarà votato entro la fine di maggio - conclude - Sarà un bilancio in attivo che permetterà di programmare investimenti per il futuro».

Tubo rotto, rubinetti a secco per ore
 
 
VIA ROMA KO
 
 
 
 
Una domenica di lavoro per i tecnici e gli operai Asa per concludere lla settimana della crisi idrica. Ieri hanno lavorato dalle 8.30 per riparare l'ennesimo guasto alla tubazione di via Roma. Iresidenti sono stati svegliati dal rumore dei mezzi dell’azienda:: alcuni sono stati avvisati che l'erogazione dell'acqua avrebbe potuto subire un'interruzione nel caso in cui il guasto si fosse rivelato più grave del previsto. E così è successo. Dalle segnalazioni che abbiamo ricevuto intorno a mezzogiorno già alcuni residenti erano rimasti senz'acqua. L'Asa ha poi dichiarato in una nota che "si è trattato di un guasto dovuto a una piccola rottura". L'intervento di riparazione è proseguito alcune ore e si è concluso intorno alle 15,30.

«Quella rottura era prevedibile»
 
Il sindacato punta il dito sul Piano d’ambito e sui «nominati dai partiti»
 
 
 
 
LIVORNO «La rottura del tubo era prevedibile, come denunciato in più occasioni dai tecnici e dagli operai di Asa, insieme alla Rsu. Il fatto che i tubi che viaggiano per oltre 50 chilometri da Lucca a Livorno abbiano uno 100 anni e l'altro 60 e siano caratterizzati da innumerevoli interventi di riparazione, ci fa pensare che solo una visione miope e superficiale non poteva non prendere in considerazione questo evento, che è accaduto e potrà riaccadere». La nota porta la firma di Fabrizio Zannotti, della Filctem - Cgil. Dopo avere espresso solidarietà ai cittadini e agli operai, il sindacato guarda oltre il tubo rotto e mette i puntini sulle ì. «L'ente titolare del controllo e dell'appalto del servizio idrico – chiarisce – è l'Autorità di ambito (assemblea di tutti i sindaci), che attraverso il Piano di ambito decide quali investimenti sono necessari e in base ai costi fissa la tariffa». Quel piano pubblico «è stato discusso e approvato, ma quanti nelle istituzioni e nei partiti ne hanno compreso l'importanza? Quanti l’ hanno letto?». «Abbiamo perso la voce – continuano da Filctem – nel dire che il piano non tiene di conto di molti aspetti, dai numeri del personale agli impianti». E «quando si progettano nuovi quartieri occorre adeguare rete idrica e fognature». Infine la proposta provocatoria: «Tenuto conto che Asa ha già il sistema duale di gestione, proponiamo che all'interno del consiglio di sorveglianza ci siano, in quanto azienda pubblica, non i nominati dai partiti, ma un mix di lavoratori e cittadini eletti direttamente che controllino la gestione».


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