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L'Asa e la Nasa - La Nazione Livorno
CON L’IMPONDERABILE c’è poco da fare, ma — elencata ogni giustificazione possibile e immaginabile — resta il fatto che da martedì solo stamani (se va bene, incrociate le dita) la città riavrà l’acqua. Cioè: questo mondo va sulla luna, anzi spedisce sonde su Marte, e al tempo stesso non riesce a riparare una conduttura per quanto malmessa e per quanto collocata — dicono i tecnici — in posizione infelice. A parte l’assonanza, non si pretende che l’Asa abbia i mezzi della Nasa. Ma una via di mezzo ci dovrà pur essere. Quel che è accaduto lascia a bocca aperta ed è stata — è — una vicenda talmente gigantesca che rimane complicato persino trovare i termini giusti. D’altronde è vero che nel corso degli anni s’è anche vista New York restare al buio per due giorni. E quindi alla domanda «com’è stato possibile» la risposta può essere di conseguenza la più lapalissiana: «tutto è possibile». Ma così è troppo facile: qualcosa non ha funzionato,e tanto per cominciare bisognerebbe capire com’è che alla centrale di Asa non c’è un parafulmine. Perchè è stato detto che è stato un fulmine che ha messo fuori gioco la centralina, e con la centralina «muta» si sarebbe visto in ritardo il danno alla conduttura. E’ possibile: qualcuno spieghi però per quale motivo Asa, che è la popò d’azienda che è, non è stata capace di mettere in sicurezza la sua strumentazione. Poi i «pronostici» sballati: domani c’è l’acqua, anzi dopodomani, no abbiate ancora pazienza. E’ parsa una lotteria, ed è palese che c’è chi non è stato all’altezza. Se persino Cosimi vuole un’inchiesta vuol dire che qualcosa sotto c’è. Senza sciacallaggi e senza massacri, ma se qualcuno ha sbagliato deve pagare. Il motivo è semplice: per il rispetto che si deve ai cittadini.
f. c.
Consiglio infuocato, scatta l’inchiesta
Il sindaco aprirà una commissione
E l’opposizione chiede la testa dei vertici di via del Gazometro
— LIVORNO —
«ASA HA BENE operato» però il sindaco vuole che sia fatta luce sull’emergenza idrica che ha messo in ginocchio la città. Al consiglio comunale urgente — che si è tenuto dopo il breefing raccontanto nel servizio qui sotto — convocato ieri pomeriggio Cosimi — smaltito il malumore della notte e della giornata — ha esordito intessendo le lodi di Asa «Elogio l’impegno e il lavoro svolto dalle squadre del personale Asa per la rottura della condotta idrica nei pressi del Canale dei Navicelli. Asa è una azienda seria che garantisce un servizio di qualità. Non siamo noi a dare giudizi su Asa e l’amministrazione non le sta con il fiato sul collo, ma certo qualora la situazione si fosse aggravata avremmo attivato ulteriori supporti al suo operato». Detto questo però: «Dovremo valutare quello che è accaduto per capire se abbiamo avuto un punto di debolezza». Come fare? Convocherà i capigruppo per discutere insieme come approfondire quello che è accaduto ed eventualmente fare una commissione dedicata. Ha poi ringraziato «la protezione civile e i volontari che in questi giorni sono in prima linea». Marco Cannito (Città Diversa): «Voglio sottolineare che vanno ringraziati tutti coloro che hanno lavorato e si sono mossi come i volontari senza limiti di orario. E anche i cittadini per la loro compostezza. Però non sono d’accorso su quello che dice il sindaco. Per cui sin da ora chiedo le dimissioni dei vertici di Asa». Ha quindi riferito: «Mi dicono che la condotta vicino al Canale dei Navicelli è oggetto spesso di rotture e riparazioni. Due mesi fa sempre lì è stato eseguito un intervento per cui c’è da desumere che la condotta già perdeva. E’ vero? Mi risulta che tecnici avevano detto che il telecontrollo e altri strumenti subivano sbalzi di corrente con rischio di andare i tilt. E’ vero? Mancano professionalità e mezzi per certe emergenze? E’ vero che non c’è un piano per emergenze serie?».
IL SINDACO lo ha interrotto: «La manutenzione in questo caso non c’entra perché il danno è stato provocato dal cedimento dell’argine del Canale dei Navicelli». Ancora Cannito ha messo in guardia: «Sta montando la rabbia e i cittadini si stanno organizzando in comitati». Gianfranco Lamberti (Confronto per Livorno): «Apprezzo le parole del sindaco e la sua proposta di analizzare quanto è accaduto». E «auspico che i risultati di questa verifica siano presentati in consiglio». Marcella Amadio (Pdl) ha subito incalzato sulla debolezza mostrata dal primo cittadino: «Il sindaco rimuova i vertici di Asa prima che si dimettano». E «se il sindaco propone una commissione è la drammatica presa d’atto che le cose non vanno». Poi Tiziana Bartimmo (Rc-PdCI): «Il sindaco non può dire che la mancanza di manutenzione è stata ininfluente. Non è così perché una maggiore cura degli argini dei Navicelli avrebbe impedito questo disastro». Salvatore Capuozzo (Udc): «Di chi è la responsabilità dell’argine che ha ceduto? E chi pagherà per i danni provocati da questo cedimento?».
ANCHE Paolo Fenzi capogruppo Pd ha tuonato: «Ma che senso ha chiedere la testa dei vertici Asa e parlare di inadeguatezza del sindaco? Ora lavoriamo per portare la situazione alla normalità. Poi verifichiamo le cose». Andrea Romiti ha chiesto: «Sarà presa in esame la possibilità di risarcire chi ha subito danni da questa emergenza qualora fosse appurato che non è riconducibile solo all’evento climatico accaduto come prevede nella carta dei servizi Ato5?».
M.D.
TENSIONI COSIMI ABBANDONA IL BREEFING PROPRIO ALL’ARRIVO DEI VERTICI DELLA MUNICIPALIZZATA: «DEVO PARLARE AI CITTADINI»
Nervi a fior di pelle, qualcosa stride tra Comune e azienda
CON IL PASSARE delle ore i ritardi accumulati nella risoluzione della madre di tutte le emergenze idriche a Livorno sta surriscaldando il clima nei palazzi. Il sindaco Cosimi inizia ad essere nervoso e la sua ira potrebbe scatenarsi sulle teste dei vertici Asa che gestisconodal punto di vista tecnico ed operativo questa incredibile grana. E’ sbottato all’ennesimo breefing dell’unità di crisi perché dopo avere annunciato «urbi et orbi» che ieri a mezzogiorno i livornesi potevano contare sul ripristino del servizio idrico nella norma in realtà i quartieri sono rimasti in gran parte con i rubinetti asciutti. E l’unica acqua che usciva col contagocce, dove era possibile, era quella portata dalla vecchia condotta da 400 millimetri di San Piero a Grado. «Ho bisogno di dati attendibili — ha tuonato il sindaco — perché voglio essere sicuro di quello che dico ai cittadini». A margine di un’altra riunione operativa ci ha riferito: «Se oggi alle 15 (ieri, ndr) Asa non sarà in grado di ridare acqua alla città almeno in via provvisoria, ne dovrà rispondere perché in azienda ci sono gli esperti che decidono cosa fare. Come sindaco mi assumerò le mie responsabilità per quello che mi compete». E in caso di ennesima «Caporetto» non ha escluso «di richiedere un consulto ad altri esperti, come usa negli ospedali, per trovare la soluzione migliore». Ieri poco prima delle 14 al penultimo breefing dell’unità di crisi quando è arrivato lo stato maggiore di Asa con in testa il presidente Fabio Del Nista, il sindaco — pur sollecitato a restare per ascoltare le ultime novità — se ne è andato «devo riferire ai cittadini — si è giustificato — non posso farli aspettare».
UFFICIOSAMENTE si dice che nalla notte tra mercoledì e giovedì, quando gli operai Asa sono riusciti a togliere tutta l’acqua dallo scavo al cantiere acccanto a i Navicelli c’è stato un ulteriore cedimento della base in calcestruzzo che sorregge la condotta in cemento per cui ogni tentativo di riallinearne i due tronconi danneggiati dallo smottamento di martedì è naufragato. C’è chi si è chiesto se non fosse stato utile chiamare subito qualcuno in supporto ai tecnici Asa vista l’estrema delicatezza della situazione.
DAL PALAZZO arrivano voci secondo cui — sulle prime — l’amministrazine fosse contraria ad attivare l’unità di crisi. Sono stati sollevati dubbi sull’approviginamento d’acqua esclusivamente con le autobotti, così l’amministrazione si è decisa a chiedere anche la fornitura della sacche da 5 litri perché più affidabili — pare — dal punto vista ignienico e sanitario.
DA VIA DONNINI
«Ora la soluzione,
poi vedremo
le responsabilità»
«IN QUESTO momento l’unica cosa che ci interessa è ripristinare la situazione di normalità. Poi, dopo, faremo le dovute valutazioni». Il segretario dell’Unione comunale del Pd Yari De Filicaia va dritto al noccio del problema. «E’ necessario, una volta risolta l’emergenza— continua il segretario del «partitone» — costituire una commissione mista, tecnico e politica, che analizzi quanto accaduto e, a priori, non esluda nulla. Devono essere individuate le responsabilità perché una situazione del genere non si ripeta, mai più».
C’È FERMEZZA ma anche un bel po’ rabbia nelle parole del segretario De Filicaia perché, anche il partito che amministra questa città e le sue partecipate, è statao letteralmente preso d’assalto in questi giorni. «Vorrei ringraziare tutti quei dipendenti dell’Asa che, da 48 ed anche 60 ore, stanno lavorando per sistemare le tubazioni dell’acqua. Pur facendo il loro mestiere, questo è uno sforzo davvero significativo. Grazie anche ai volontari e alla Protezione Civile». Ma soprattutto ai livornesi: «Hanno dato prova di grande responsabilità recandosi con compostezza ad approvvigionarsi d’acqua. Segno di cività».
DAL 800 MILLIMETRI CHE PORTA ACQUA
A LIVORNO DAL CAMPO POZZI DI FILETTOLE
SULL’EMERGENZA acqua in città Roberto Terreni (nella foto) dello Spi-Cgil e la capogruppo del Pd alla circoscizione 1 Simonetta Pampaloni chiedono all’amministrazione comunale che «la distribuzione dell’acqua sul territorio della circoscrizione 1 sia rinforzata e mantenuta tenendo conto del continuo slittamento della data entro la quale si spera di vedere sistemato il guasto alla rete idrica, anche se si dice che è ormai imminente».
SULLE SACCHE di acqua in distribuzione sollecitano «particolare attenzione affinchè siano consegnate ad anziani e persone disabili, o invalide perché più sicure sul piano igienico rispetto all’acqua distribuite con le autobotti». Entrambi esprimono «parole di apprezzamento per gli operai di Asa e non solo perché da ore senza riposo e senza sostate lavorano per rimediare questa situazione. E per l’impegno delle squadre di volontari, cuore pulsante della città, che come sempre hanno risposto senza risparmiarsi».
La lunga lista dei «pronostici» Asa
mentre le scuole restano ancora chiuse
Sopralluogo al Canale dei Navicelli: la tubazione vecchia e deteriorata
di MONICA DOLCIOTTI
— LIVORNO —
CON I DEBITI scongiuri, è il caso di dirlo, la situazione idrica della città e delle frazioni limitrofe dovrebbe tornare alla normalità questa mattina alle 8, anche se le scuole continuerano e rimanere chiuse in via precauzionale e per verifiche agli impianti. Dopo la sequela di annunci — incluso l’ultimo che dava per certa la soluzione dell’emergenza idrica per ieri entro le 12 — la cautela è doverosa.
SOPRALLUOGO intanto ieri mattina nei pressi dell’argine del Canale dei Navicelli dove è stato allestito il cantiere per riparare la maxi condotta dal 800 millimetri che porta acqua a Livorno dal campo pozzi di Filettole. E’ stata danneggiata martedì scorso dallo smottamento di terreno che ha interessato l’argine a causa delle forti precipitazioni. A fare il punto della situazione l’ingegnere Michele Caturegli, direttore di Asa. «Nella nottata tra mercoledì e giovedì — ha riferito — quando è stata tagliata e tolta la tubazione di cemento interessata dal danneggiamento è apparsa in tutta chiarezza anche l’estrema precarietà della tubazione in acciaio che collegata a quella di cemento passa poi sul ponte che attraversa il Canale dei Navicelli per scavalcarlo e proseguire verso Livorno». E’ stato deciso così di togliere non solo parte della tubazione in cemento, ma anche quella in acciaio deteriorata perché molto vecchia e il blocco di calcestruzzo che sostiene la tubazione in cemento. «Dunque effettueremo subito l’intervento risolutore — ha sottoolineato Caturegli — senza provvedere ad una sistemazione provvisoria in modo da ripstinare l’erogazione d’acqua a Livirno e nelle frazioni di Quercianella e Montenero più il Castellaccio per le 8 del mattino di domani (stamani, ndr) ». Caturegli ha poi mostrato le condizioni del cantiere completamente portato alla luce senza più acqua «pompata da nove idrovore che sono riuscite e funzionare in piena efficienza — ha precisato — solo quando sono state posizionate le palancole (barriere) che hanno bloccato l’afflusso di acqua dal Canale dei Navicelli dentro lo scavo del cantiere che era sommerso da 5 metri d’acqua fino a mercoledì mattina». Le palancole sono arrivare da Reggio Emilia e la macchina per infiggerle nel suolo da Roma.
IL PRESIDENTE di Asa Fabio Del Nista nell’ennesima riunione operativa dell’unità di crisi per l’emergenza acqua ha illustrato il cronoprogramma dei lavori per lo svolgimento degli interventi previsti tra ieri e questa notte per la riparazione alla maxi condotta ai Navicelli: «Purtroppo la situazione è stata più difficile del previsto — ha subito premesso — tuttavia interverremo con questa sequenza e cioè entro le 14,30 scavo e ricerca tubazione in acciaio da 800 millimetri; dalle 14, 20 lavoro di composizione del nuovo pezzo speciale a cura di Asa; dalle 14.30 alle 15.30 taglio del tubo da 800 millimetri e dalle 15.30 alle 17 sollevamento del vecchio blocco di ancoraggio in calcestruzzo a cura della ditta Bettarini; dalle 17 alle 17.30 installazione del sistema weel-point; dalle 17.30 alle 20 posa delle palancole e dalle 20 alle 23 posa delle tubazioni e armatura tubazioni alle palancole; dalle 23 alle 24 apertura delle valvole; dalle 00 alle 1 di venerdì (oggi, ndr) incremento della portata d’acqua fino a 300 litri al secondo; dalle 1 alle 3 messa a regime del sistema; dalle 3 alle 6 normalizzazione della pressione in rete con oscillazioni e dalle 6 alle 8 stabilizzazione del servizio continuativo a tutta la città».
SERVIZI IL PIANO DI APPROVVIGIONAMENTO CITTADINO EMANATO IERI SERA ALLE 20 DALLA PROTEZIONE CIVILE
Potenziate le autobotti mobili e le fontanelle pubbliche
CON LE SCUOLE chiuse molte mamme hanno portato i figli alle cisterne. E così ieri mattina in fila per riempire taniche e bottiglie c’erano intere famiglie. Ma verso le 11 la cisterna di piazza della Repubblica aveva quasi finito l’acqua e quella poca che usciva dal tubo era sporca. Perciò, molte persone, hanno ripiegato verso gli altri punti di distribuzione. Alle fontanelle di acqua potabile dell’Asa si sono concentrati tutti i bisognosi della zona nord. Molti erano venuti dalla zona Pontino ed erano arrivati a piedi, altri venivano da Shangai e Corea ed avevano utilizzato la macchina. Tutti con la stessa necessità: rifornire le proprie case. «Questa carestia — dicevano alcuni cittadini in fila ai distributori in piazza XX Settembre — ci ha fatto capire quanto sia importante l’acqua nella nostra società. Troppo spesso la diamo per scontato e la sprechiamo, ma senza di lei non è possibile fare nulla». Ed in effetti in questi giorni cucinare, lavarsi o preparare un semplice caffè sono state operazioni complicatissime.
VISTO CHE la situazione non migliorava, ieri mattina intorno alle 12 gli operatori dell’Asa stavano montando altre cannelle all’altezza del cisternone. E, infatti, precisamente un’ora più tardi all’incrocio tra via Galilei e viale Carducci erano presenti e ben funzionanti addirittura 19 «bocche». Da un’iniziale situazione a «macchia di leopardo», questa emergenza ha colpito tutte le zone della città e perciò in poco tempo i punti di distribuzione d’acqua sono aumentati in modo esponenziale.
QUESTO È L’ELENCO dei punti di approvvigionamento emesso ieri sera alle ore 20 dal Comune. Autobotti camionabili con acqua potabile: piazza della Stazione, via Fratelli Gigli, piazza della Repubblica, via Torino, parcheggio di viale della Libertà, piazza Sforzini, via Cattaneo, Coop della Rosa, piazza Bartolomei, piazza Fratelli Bandiera, Cimitero di Montenero, piazza Fattori. Punti di Erogazione con accessi rapidi alla rete: Visternone, piazza Christian Bartoli, piazza Cavallotti, zona Stadio, via Collinet, incrocio tra via Garibaldi e via Galilei, via Grotta delle Fate, via della Bassata. Fontane pubbliche ancora in esercizio: Fonte del Penitente, piazza XX Settembre, piazza Garibaldi, via Provinciale Pisana, piazza del Pamiglione. Questo sistema di approvigionamento idrico esterno è stato in funzione fino alle 24 di ieri sera e riprenderà alle 8 di stamani fino alla fine dell’emergenza.
Nicolò Cecioni
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