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Una diga frangiflutti lunga oltre 27 metri per difendere il porto - Il Tirreno Elba
Iniziano a Porto Azzurro i lavori a ridosso della banchina Verranno depositati oltre quindicimila tonnellate di massi
PORTO AZZURRO Una diga frangiflutti a protezione del punto di attracco del paese. Qualcosa come 15mila tonnellate di massi lungo i 27 metri della banchina di Portyo Azzurro. Oggi si passa alla fase operativa e fino al 5 giugno (data in cui termineranno i lavori) sul dente del porto e sul lato mare si lavorerà per realizzare il progetto. Una sicurezza in più per tutta l’area portuale. Una maxi protezione (dal costo di circa cinquecento mila euro) soprattutto a difesa del molo, contro le maree e le correnti marine che qui, soprattutto le periodo invernale, si battono con maggiore frequenza e che, nel passato hanno causato non pochi danni alle strutture portuali con allagamenti e fenomeni d’erosione. E’ quanto prevede lo stesso piano del porto che ha avuto di recente (dopo continui e ripetuti rinvii) l’approvazione da parte del Dipartimento Ambiente e territorio della Provincia di Livorno, l’ente pubblico a cui sono demandati i servizi relativi al controllo delle coste dopo la dismissione del Demanio dello Stato. Sarà creata nelle prossime settimane una scogliera artificiale che partirà all’incirca all’altezza della spiaggia della Pianotta e arriverà fino al dente del molo. I massi che saranno messi sul fondale e adagiati lungo la diga provengono dalla cava di granito dismessa in località San Piero, nel comune di Marina di Campo. Dalle indagini che sono state effettuate parrebbe che il genere di pietrame che proviene da questa cava ben si adatterebbe all’habitat marino della costa portoazzurrina e che non costituirebbe alcun problema d’incompatibilità ambientale. Oppure, non si sono registrate e avute controindicazioni negative. E’ stata questa la ragione che ha visto la giunta Simoni preferire questo tipo di soluzione anziché andare altrove, lungo i corsi d’acqua della Toscana a reperire il materiale che avrebbe fatto al caso elbano. Tutto di cui c’è bisogno rinvenuto sulla medesima isola, con l’obiettivo di non far lievitare i costi. Intanto da oggi s’inizia. Si è preferito operare in questo periodo per via delle favorevoli condizioni meteo marine, tenendo conto che il cantiere dovrà essere chiuso il 5 giugno. (lu.ci.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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