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Le crociere (oltre 100 scali) scappano a La Spezia. E il porto scivola al 6° posto in Italia - Quilivorno.it

 


di Gianmaria Frati   


Il quotidiano ligure prevede una emorragia di circa 65 navi per Costa alle quali sommare circa 47 (secondo altra fonte) per Royal Caribbean

 

LIVORNO - A Livorno si mangiano le mani. Alla Spezia brindano: dalla prossima stagione "una buona fetta di navi da crociera che propongono ai loro turisti escursioni a Firenze e Pisa, attraccheranno sui moli dello scalo ligure anziché di quello toscano". Con questo attacco il prestigioso Secolo XIX di Genova dà conferma delle numerose voci che giravano da tempo e fotografa la Livorno portuale. Il quotidiano prevede una emorragia di circa 65 navi per Costa alle quali sommare circa 47 (secondo altra fonte) per Royal Caribbean.

La situazione è altresì aggravata dal rapporto dell'agenzia Cemar, il tour operator che da oltre 10 anni anticipa l'andamento del mercato: le previsioni per il 2013, presentate al Miami Sea Trade da Sergio Senesi, vedono Livorno perdere il 18% di traffico e scendere da quarto scdialo nazionale a sesto, superato proprio da Savona e Genova. Gli spostamenti sono già stati annunciati, per l'anno in corso, sul sito di Royal Caribbean (con il cambio dei passaggi per la Liberty of The Seas) e lasciando invece un vuoto sospetto sul sito di Costa, nel quale non risultano imbarchi da Livorno nei mesi di giugno e luglio. Se dunque (salvo altre cancellazioni in queste settimane) a Livorno dovrebbero restare per il 2013 la Costa Voyager e la Independence of the Seas, per il 2014 potrebbe esservi un abbandono definitivo. Il confronto con l'operato di La Spezia è impietoso: secondo l'analisi del Secolo XIX, nello scalo ligure arriveranno anche le navi marchiate Disney, al loro ritorno nel mediterraneo. Il management si è lasciato così sfuggire un potenziale mercato legato alle famiglie giovani, finora minoritario rispetto alla maggioranza dei crocieristi, spesso over 45.
L'ottimo exploit di La Spezia è stato ricondotto alla volontà del presidente Forcieri che ha saputo convincere il terminalista Speter a collaborare; esattamente l'opposto di quanto sta accadendo sulle nostre banchine, dove tra inutili contrapposizioni, timore ad agire e passiva accettazione dell'esistente si sta lasciando morire l'unica gallina delle uova d'oro rimasta in vita.


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