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«Comune Unico, non c'è quorum Il referendum è una trappola» - La Nazione Elba

 


Capoliveri: è partita la campagna referendaria del fronte dei contrari
— CAPOLIVERI —
E’ PARTITA non a caso da Capoliveri, il paese elbano che non volle sottomettersi a Napoleone, e quasi 200 anni dopo difficilmente accetterà di perdere la propria identità ed autonomia nel nome della semplificazione istituzionale, la campagna elettorale del Comitato del No al Comune unico in vista del referendum del 21-22 aprile. Referendum attraverso il quale – ma l’ultima parola spetta alla Regione – gli elbani sono chiamati a decidere il futuro assetto istituzionale dell’isola. Nell’occasione, il presidente del comitato per il no Maurizio Papi, ex sindaco di Porto Azzurro, primo a parlare dopo l’introduzione del consigliere di minoranza capoliverese Fausto Martorella, è andato subito al sodo della questione. «Il progetto del comune unico – ha detto - nasce a tinte fosche, a cominciare dalla raccolta delle firme. Quanti firmerebbero oggi dopo essere stati informati che sottoscrivevano una proposta di legge di iniziativa popolare e non la richiesta di un referendum? Non esiste un progetto politico di fattibilità. E’ stato detto che i comuni avranno pari dignità, ma non è vero. Chi sarà avvantaggiato? Chi ha più elettori. Se a Portoferraio che ha più votanti vince il si e negli altri comuni il no, gli altri comuni verranno annessi contro la volontà dei cittadini? Per non parlare poi dei municipi. Non si sa come saranno strutturati, i costi, quali servizi offriranno, per quali servizi ci si dovrà per forza recare a Portoferraio. Insomma, si sta cercando di fare una casa senza un progetto, cominciando dal tetto. Non si è infine tenuto conto del fatto che ci sarebbe da amministrare un territorio di 241 kmq contro i 104 del Comune di Livorno o i 102 di Firenze, con 30mila persone. Ed il mio timore è che gli altri comuni diventino la grigia periferia di Portoferraio».
DI VERO e proprio salto nel buio ha parlato il portavoce del comitato Roberto Marini. «Nella proposta di legge – ha detto - non ci sono contenuti chiari e non si capisce come sarà la promessa rinascita. Va tutto il mano al commissario e poi al sindaco, signore e padrone. L’assurdo è che, essendo il referendum senza quorum, c’è il rischio che il futuro dell’isola venga deciso da poche persone. Non è democratico come non è democratico, se la frittata verrà fatta, che alcuni comuni di oggi non potranno eleggere nemmeno un loro rappresentante perchè il grosso dell’elettorato è a Portoferraio con il rischio di disparità di trattamento nell’erogazione dei servizi. Non ci sarà poi la sbandierata diminuzione dei costi perchè con il supercomune e da 8 a 12 municipi, ognuno con un presidente e due o più consiglieri, ci sarà al contrario un aumento degli stessi. La cancellazione degli 8 comuni tra l’altro non è necessaria perchè la riduzione dei costi della politica è prevista dalla legge e nel 2014 sarà di 350 mila euro contro gli attuali 700 mila. Altra cosa importantissima sono le conseguenze sul mondo del lavoro: con 8 comuni lavorano tante piccole ditte, con il comune unico lavoreranno poche grandi ditte, magari del continente».
«INORRIDITO ed indignato» si è infine dichiarato l’ex magistrato Gianfranco Casciano che, ha chiuso la sua lunga relazione, tesa ad evidenziare le incoerenze del progetto comune unico ed i rischi per le piccole realtà che «non ce la faranno a sopravvivere» con la domanda-riflessione «perchè il comune unico si deve fare proprio e solo all’Elba?» .

«Un’esperienza già miseramente fallita»
— CAPOLIVERI —
ALL’INCONTRO promosso dal comitato del no erano presenti anche i sindaci di centro destra Anna Bulgaresi (Marciana), Andrea Ciumei (Marciana Marina), Vanno Segnini (Campo nell’Elba) e Luca Simoni, tutti quanti contrari al Comune Unico. «Vogliono far credere — ha detto Anna Bulgaresi — che il sindaco del Comune Unico risolverà tutti i problemi dell’Elba. Ma qualche occasione per risolvere i problemi, vedi Unione di Comuni, c’è già stata ed è miseramente fallita. Quanto a competenze il comune unico, dovrà occuparsi, ad esempio, anche delle strade oggi sotto la provincia sostenendo le spese per asfaltature, frane, buche, eccetera. Perciò sappiamo già dove spendere i contributi che dovrebbero arrivare».
IL COLLEGA campese Vanno Segnini, dopo aver parlato di «mancanza di un progetto complessivo» e di «nessuna certezza sui finanziamenti» ha invece sollevato un altro problema. «Le poste – ha detto – nel loro progetto di riorganizzazione si impegnano a garantire un ufficio per comune. Si rischia di perdere molti degli uffici postali oggi presenti sull’isola».

COMUNE UNICO GELSI
«Il potere
sarà più
distante
dai cittadini»
— CAPOLIVERI —
«LE IDEE proposte dal Comitato sul Comune Unico sono confuse e senza un progetto ben chiaro che non consente la realizzazione del risparmio economico supposto se si lasciano i municipi. Parlano di maggior peso politico dell’Elba, ma da soli o in 8 siamo sempre 30.000 abitanti, entità che non determina miglioramenti della nostra posizione contrattuale nei confronti della regione che più volte si è dimostrata insensibile ai problemi degli elbani». Lo afferma il vicesindaco di Capoliveri, Andrea Gelsi spiegando i motivi della sua contrarietà. «La sede del Comune Unico – aggiunge - dove sarà? Quanto durerà la fase di transizione durante la quale dovranno integrarsi gli 8 statuti comunali, gli 8 bilanci prima della nascita del Comune Unico? Come verrà gestita l’ordinaria amministrazione? Non si sa! L’unica cosa certa è con il Comune Unico si accentra il potere amministrativo in posizione più distante dalle esigenze del cittadino e si crea un distacco maggiore tra cittadino e macchina amministrativa. Se un cittadino ha un problema su una pratica edilizia o commerciale a chi si dovrà rivolgere? Dovrà fare il numero verde? Sarà ricevuto? Chi ha meno potere contrattuale sarà ascoltato? Se le spiaggie di Lacona o della Biodola, a seguito di una mareggiata, subiscono dei danni, che cosa succede? L’amministratore del Comune Unico dove manda la ruspa? Un’altra domanda che dobbiamo porci è: il futuro sindaco del Comune Unico sarà un elbano o un non elbano deciso dai partiti? Qui ci si gioca il futuro della nostra isola e delle generazioni che verranno!».
«CON IL Comune Unico cancelliamo la nostra storia, la storia dei nostri comuni, perdiamo la nostra autonomia, scompariranno valori e tradizioni e tutto quello che hanno fatto i nostri padri… Mi chiedo allora: ma quei cittadini che hanno votato no al Comune Unico sono meno razionali di noi? Vogliono conseguire risultati meno favorevoli di noi per le loro comunità? O siamo noi che con la proposta del Comune Unico stiamo sbagliando tutto? Secondo me i Comuni hanno diversità imprescindibili di strategie politico-economico-strategiche. Ecco perché - conclude Andrea Gelsi - io, e mi auguro tutta la popolazione elbana il 21 e il 22 aprile voterò no al Comune Unico!».

Marini: «Finanziamenti? C’è il rischio che arrivi molto meno»
— CAPOLIVERI —
QUELLO dei possibili incentivi e risparmi col Comune unico è uno dei cavalli di battaglia dei favorevoli. Ma il «comitato del no» nutre forti dubbi sul fatto che i finanziamenti arrivino effettivamente. «Quali garanzie ci sono – dice il portavoce Roberto Marini – che i finanziamenti arrivino considerata la grave crisi crisi finanziaria? Oggi non è pensabile pensare ad incentivi da a di regione o astrato: basti pensare ai finanziamenti per i malati di sla concessi dallo stato solo dopo una manifestazione dei malati davanti a Montecitorio. Forse che un comune unico sarà tenuto più in considerazione dei malati? Il decreto 10/2012 del ministro Cancellieri dice inoltre che ai comuni istituiti a seguito di fusione spetta per un periodo di 10 anni un contributo straordinario commisurato al 20% dei trasferimenti erariali attribuiti per il 2010 ai comuni che si sono fusi. Facendo due conti si rischia di avere molto meno di adesso. Davvero un bell’affare».


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