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La Nazione - Il decreto-Concordia è pronto

 

Così cambia il porto di Piombino
Presto la firma di Clini: interventi rapidi per accogliere il relitto
Sandro Bennucci


FIRENZE
IL DECRETO legge per ampliare il porto di Piombino è praticamente pronto. Corrado Clini, ministro dell’ambiente, lo firmerà la prossima settimana. Risulterebbe all’ordine del giorno per venerdì 8 marzo. Prevede di dragare il fondale, portandolo dagli attuali 9-11 metri fino a 20. E soprattutto impone lavori rapidi: sei mesi. Ossia in tempo per accogliere il relitto della Concordia che dovrebbe essere pronta per lasciare il Giglio fra ottobre e novembre galleggiando sulle nuove «stampelle».
Sarebbe però sbagliato chiamarlo «decreto Concordia». Perchè, in effetti, non fa riferimento alla nave della Costa. E’ vero che quel che resta della tragica nave ha un pescaggio di 9 metri, 9 metri e mezzo e che con le «stampelle» arriverà a 18-20, ma è altrettanto vero che nel documento ministeriale si dispone semplicemente l’allargamento del porto di Piombino. Soprattutto l’abbassamento del fondale fino a 20 metri. Significa che i lavori, stimati in un centinaio di milioni di euro, serviranno a dare un’altra dimensione allo scalo piombinese, rendendolo adatto alle nuove navi che trasportano acciaio dalla Magona e dalla Lucchini. Navi che potranno attraccare direttamente, rendendo più facile carico e scarico.
TUTTAVIA è chiaro che i tempi rapidi del decreto, come aveva chiesto al ministro Clini il presidente della Regione, Enrico Rossi, dimostrano la volontà di mettere la Costa Crociere di fronte al fatto compiuto, cancellando ogni alibi: cioè ogni tentativo di trasportare il relitto in Turchia o altrove in un mesto «funerale» nel Mediterraneo dalle conseguenze che potrebbero essere devastanti per l’ambiente marino. Il decreto, in sostanza, ha due obiettivi: garantire il finanziamento per i lavori al porto di Piombino e accelerare gli adempimenti, evitando intoppi di qualsiasi genere. Del resto, il ministro Clini aveva sempre detto che sarebbe stata una follia trascinare il relitto della Concordia in porti remoti, come un cadavere galleggiante capace di perdere pezzi e sostanze inquinanti. E il governatore Rossi si era preoccupato per cogliere la doppia occasione: salvaguardare il mare e riportare lavoro in una Piombino resa esangue dalla crisi e in particolare da quella dell’acciaio. Se i tempi saranno rispettati, ossia se il ministro firmerà il decreto l’8 marzo, i lavori al porto potrebbero cominciare prima della fine del mese.


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