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La Nazione Livorno - La crisi dei traffici: parla Massimo Provinciali, segretario dell'Authority

 

«Paghiamo i ritardi sulle scelte mai fatte e scontiamo la politica del Gattopardo»

— LIVORNO —
UN CONSUNTIVO pesante, quello delle merci in porto nel 2012, con quasi il 14% in meno dei contenitori, il 7,6% delle merci in generale e — come abbiamo pubblicato ieri — settori trainanti come le auto in caduta libera (-40%) e la frutta praticamente annullati (-90%). Un consuntivo che ovviamente preoccupa anche l’Autorità portuale e il suo segretario generale dottor Massimo Provinciali.
Un esame di coscienza, dottor Provinciali?
«Risultati come questi, peraltro in linea con molti altri porti per la crisi internazionale che tutti conosciamo, non possono non innescare esami. Il porto soffre da anni le non scelte pregresse. Ma finalmente alcuni provvedimenti stanno arrivando a scadenza, dopo iter lunghissimi e ovviamente misconosciuti. Il che ci apre qualche spiraglio di ottimismo».
Per esempio ?
«Ne citerò alcuni che ritengo avranno una influenza positiva a breve. Si è completato il lunghissimo, complicato e a volte disperante iter per il micro-tunnel sotto il canale del Marzocco, che ci consente finalmente di allargare e approfondire il canale. Vuol dire guadagnare almeno 2 metri di fondale a -13 e oltre 50 di larghezza sul fondo, cioè il transito di navi di una generazione più avanti delle attuali. Poi stiamo per chiudere le porte vinciane, finalmente evitando i continui insabbiamenti della Darsena Toscana....»
Segretario, sono anni che se ne parla. Ma finchè non si apre la foce a mare dello Scolmatore, come fate a chiudere ?
«Posso darle la notizia che oggi, venerdi a Firenze, ci incontreremo con la Regione e con l’ente di gestione del Canale dei Navicelli proprio per annunciare che appena terminata la pulizia del fondale davanti alle porte, pulizia che stiamo facendo con un’apposita draga, intendiamo chiudere le porte stesse. Non sarà una chiusura definitiva, nel senso che dovremo ciclicamente aprire per far passare il traffico del canale dei Navicelli. Ma al contrario di adesso, le porte saranno quasi sempre chiuse e la Darsena sarà protetta. Oggi si dovrebbe definire anche il piano concreto della “foce armata” del Calambrone, altro passaggio storico».
Parliamo di crociere: c’è il rischio concreto, già ventitato, di perdere da aprile una cinquantina di navi a favore di La Spezia perchè non si sblocca la stazione sull’Alto Fondale...
«Sono mesi che cerchiamo di trovare una soluzione condivisa, ma le resistenze crescono malgrado il Pot (Piano operativo triennale) — che è stato approvato pressochè all’unanimità — stabilisca chiaramente la destinazione alle crociere. Avete già pubblicato che c’è un ricorso della Cilp al Tar: mi dicono che ne arriverà presto un secondo, addirittura contro l’intero Pot sul settore. Sembra che tutto rimanga immobile, ma da parte nostra ci scontriamo spesso con muri di gomma».
Forse anche perchè il sistema delle scelte condivise a un certo punto va verificato: se non funziona, forse ci vuole il coraggio delle scelte d’imperio. E in tempi non biblici...
«Si può e si deve fare quando c’è anche il supporto della città, delle istituzioni, di chi lavora. Abbiamo invece spesso l’impressione che tutto invece collabori perchè, alla Gattopardo, si dica di cambiare tutto purchè non si cambi davvero niente».
Ma su certi temi ultra-urgenti avete cincischiato: sul bacino di carenaggio, per esempio...
«Contesto questa critica; dopo anni di non scelte, abbiamo deciso che il bacino va al refitting dei grandi yachts e l’abbiamo scritto nel Pot».
Ma i tempi?
«Stiamo lavorando insieme al cantiere Benetti per definirli e per definire la indispensabile gara si assegnazione. Diciamo che anche il ministero finalmente ci ha risposto: dicendoci che possiamo destinare il bacino a quell’uso che crediamo più opportuno, purchè si rimetta in funzione. Ed è chiaro che occorrerà un investimento significativo. La gara darà le indicazioni definitive».
A. F.


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