
Formazione
Benvenuto
Benvenuto
Il Tirreno Livorno - Dalla Tares un pugno alle imprese
di Giulio Corsi LIVORNO Dopo l’anno dell’Imu siamo entrati nell’anno della Tares. E se anche il primo dei tre pagamenti per la nuova tassa sui rifiuti che sostituirà la Tia è slittato ad aprile (inizialmente doveva essere gennaio), una domanda balena pressante nella testa di ogni famiglia livornese: quanto dovremo pagare per la nuova tassa sui rifiuti? Il calcolo per adesso non può essere esatto poiché, proprio come fu inizialmente per l’Imu, ogni Comune avrà la possibilità di alzare il balzello. Ma le previsioni sono pessime, anche partendo da un semplice dato: alla tariffa dell’anno scorso si applica di partenza una maggiorazione di 30 centesimi al metro quadrato, che i Comuni possono aumentare fino a 40 centesimi. Secondo le associazioni dei consumatori l’aumento medio in Italia sarà del 25%, pari a 64 euro in più a famiglia. Il calcolo tuttavia può ingannare e a Livorno potrebbe essere minore visto che la media nazionale è falsata dal fatto che la maggiorparte dei Comuni fino all’anno scorso adottavano ancora la più leggera Tarsu e dunque subiranno un aumento assai più alto rispetto a Livorno passata da tempo alla salata Tia. Ma se per le famiglie la sostanza dell’aumento è ancora da definire, per le imprese è una certezza. Secondo la Cna, che si sta ribellando insieme a tutte le altre associazioni di categoria, la tassa a carico delle aziende sarà superiore attorno al 30% in più rispetto a quanto pagato nel 2012. E i conti che abbiamo fatto noi dicono che l’aumento sarà anche maggiore: addirittura il 40%. Le scelte del Comune. Da Palazzo Civico non arriva alcuna dichiarazione sulla nuova tassa. Tantomeno sull’eventuale decisione di applicare o no l’incremento di 10 centesimi. Anche se va detto che l’assessore Nebbiai su un punto era stato chiaro durante la commissione del 19 dicembre sul piano finanziario di gestione dei rifiuti urbani e il giorno dopo in consiglio comunale: «Le risorse per l’espletamento dei servizi di Aamps che verranno rispalmate sulla Tares resteranno ferme al 2009. Vale a dire 31 milioni e 880mila euro». L’impressione lasciata dalle parole di Nebbiai fu che il potenziale aumento nelle mani dei Comuni rispetto alla tassa base potrebbe non esserci, a differenza di quello che molti capoluoghi toscani sembrano invece intenzionati a fare. Gli aumenti sicuri. Ma il grosso dell’aumento è già insito nella nuova tassa, che, come noto, dovrà servire a coprire non solo la raccolta rifiuti ma anche quei servizi definiti indivisibili come l’illuminazione pubblica o la manutenzione delle strade per i quali non è possibile effettuare una suddivisione in base all’effettiva percentuale di utilizzo individuale. Soldi che arriveranno dai 30 centesimi a metro quadro che ogni famiglia dovrà pagare e che saranno poi recuperati dallo Stato con una riduzione dei trasferimenti agli enti locali. Il calcolo verrà fatto sull'80% della superficie catastale, ma non da subito: non essendo ancora un dato disponibile per i Comuni, all'inizio l'applicazione della Tares si baserà sulle superfici dichiarate a fini Tia. Tutto questo in attesa che l'Agenzia del territorio trasferisca i dati catastali alle amministrazioni comunali. Iva no, anzi sì. Un’altra novità riguarda la tanto discussa Iva. Non essendo la Tares una tariffa come la Tia bensì una tassa, l’Iva non potrà più essere applicata. Ma nessuno esulti: per i cittadini non cambierà nulla e per le imprese sarà un pugno nello stomaco, visto che non potranno più scaricarla ma se la vedranno ugualmente inserita nel conto. Ecco spiegato come: i gestori del servizio di nettezza urbana - nel nostro caso l'Aamps - l’anno scorso fatturavano con un'Iva del 10% (molto discussa) i propri servizi direttamente agli utenti. Nel 2012 quindi per le imprese quel 10% era un capitolo di spesa neutro perché, in quanto Iva, poteva essere scaricato. Da quest’anno peró Aamps invierà la fattura dei servizi al Comune che a sua volta dovrà recapitare ai cittadini gli avvisi di pagamento. Il problema è che per il Comune (cui il servizio sará fatturato da Aamps con un'Iva sempre del 10%) quest'imposta non è detraibile. Per coprire i costi dunque i Comuni dovranno incorporare questo 10% nelle bollette. Quindi per le famiglie non ci sarà alcuno sconto, mentre, per le aziende questo implicherá un aumento netto perché, non figurando piú come Iva, il costo non potrà essere scaricato come accadeva fino all’anno scorso. Una famiglia tipo... Due esempi potranno chiarire meglio la situazione. Partiamo con una famiglia e una cifra media di Tia: un appartamento di 100 metri quadri imponibili a fini Tia, 250 euro di Tia, di cui 25 euro di Iva. Quest’anno la stessa famiglia pagherà oltre ai 250 del 2012, altri 30 euro derivanti dalla moltiplicazione dei 30 centesimi per i 100 metri quadrati imponibili. Se il Comune poi deciderà di applicare anche la quota di 10 cents l’aumento salirà a 40 euro. Totale 290 euro, un 16 per cento in più, comunque più basso della media nazionale che dovrebbe aggirarsi sul 25%. E un’impresa... Molto peggio andrà alle imprese. Prendiamo un’azienda che ha un capannone e un terreno esterno di 500 metri quadrati e pagava 550 euro di Tia nel 2012, comprensivi di 50 euro di Iva che poi poteva scaricare, sborsando dunque per il servizio sui rifiuti 500 euro annui. Quest’anno pagherà 550 euro più 500 metri quadri moltiplicati per 30 (o 40) centesimi, cioé 150 o 200 euro. Totale 700 o 750 euro, con un aumento di circa il 40 per cento.
Altri articoli di Formazione

News Correlate


Scopri anche...

Aziende che si occupano di
Infrastrutture
Metalmeccanica
![]() |
VIA BRONZINO 9 20133 (MI) |
Servizi alle Imprese e Tecnologie Innovative
![]() |
VIA DELLA QUERCIA 1 57025 SAN ROCCO (LI) |

CONFINDUSTRIA TOSCANA
CENTRO E COSTA
Delegazione di Livorno
Via Roma, 54 - 57126 Livorno
Tel. +39.0586.263011
Fax +39.0586.804192
Delegazione di Massa Carrara
Viale XX Settembre 118, 54033 - Carrara (MS)
Tel. +39.0585.846326
Fax +39.0585.841901
Email segreteria.lims@confindustriatoscanacentroecosta.it
PEC info@pec.confindustrialivornomassacarrara.it
CONFINDUSTRIA
LIVORNO
MASSA CARRARA
Via Roma, 54
57126 Livorno