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Il Tirreno Rosignano - La Fiom organizza assemblee in Solvay e alla Eni

 

ROSIGNANO La “protesta del panino” è stata solo l’inizio. Quella inscenata lunedì sugli scalini della direzione Solvay dagli operai della Toscana impianti per contestare la decisione dei datori di lavoro di interrompere il pagamento della mensa è stato soltanto l’avvio di un periodo di agitazione. Ieri infatti la singolare protesta è andata in scena anche all’interno della raffineria Eni di Livorno, dove alcune decine di operai della Toscana impianti (che conta circa 350 dipendenti) portano avanti alcuni appalti. Non solo, durante la mattina si è svolto anche il coordinamento dei delegati delle varie realtà che operano all’interno della sede Eni di Stagno. «Abbiamo informato i rappresentanti sindacali di tutte le ditte attive alla raffineria - spiega Davide Romagnani, delegato Fiom Cgil - di quello che sta accadendo ai lavoratori della Toscana impianti. I delegati ci hanno garantito la loro intenzione di manifestare a questi lavoratori la loro solidarietà». La rabbia delle tute blu di Toscana impianti è tutta legata al fatto che nei giorni scorsi l’azienda ha informato della volontà di bloccare il pagamento delle spese per la mensa (dai 6 ai 7 euro e mezzo al giorno per ogni operaio impegnato nei vari cantieri in cui l’azienda opera). Un blocco, come ha fatto sapere la ditta, legato alla necessità di ridurre le spese. Ma gli operai non ci stanno. «Dal 2008 la Toscana impianti è in difficoltà - dice ancora Romagnani - e sempre i dipendenti hanno mostrato di voler aiutare l’azienda, rinunciando al premio di produzione e facendo sacrifici. Ora i lavoratori hanno saputo che la ditta prevede 40 esuberi e che senza preavviso ha interrotto il pagamento dei pasti. Loro sono disposti a sacrificarsi, ma non è possibile risanare un’azienda unicamente sulle spalle dei lavoratori». Così, dopo la protesa del panino, gli operai di Toscana impianti hanno in mente altre forme di contestazione. Entro lunedì prossimo la Fiom organizzerà le assemblee di tutti gli operai delle ditte attive sia all’interno del parco Solvay che della raffineria Eni. «Spiegheremo a lavoratori - conclude Romagnani - la situazione della Toscana impianti e daremo vita a una manifestazione di protesta congiunta. In pratica organizzeremo un’iniziativa che coinvolgerà tutti i metalmeccanici che operano sul territorio provinciale». (a.c.)


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