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Il Tirreno Rosignano - lunedì - Solvay, sugli esuberi nuovo round in fabbrica
Giovedì incontro decisivo fra sindacati e direzione sul piano di riorganizzazione Si parte dalla sodiera. Le Rsu: «Faremo un’assemblea con tutti i lavoratori»
INDUSTRIA»LA CRISI DELLA CHIMICA
ROSIGNANO L’incontro di giovedì scorso non è stato decisivo per chiudere la vicenda sul piano di riorganizzazione presentato dalla direzione Solvay. Piano che prevede un abbattimento dei costi del personale del 10% (che significa una progressiva riduzione della forza lavoro in fabbrica calcolabile in 60 unità) e che partirà proprio con un nuovo assetto per la sodiera. Il cuore pulsante dello stabilimento di Rosignano, che occupa circa un centinaio di lavoratori, sarà interessato per primo da questo riassetto con una perdita di 10-12 lavoratori. Solvay vuole procedere già a partire da questo mese di gennaio con il progetto, ma al momento si trova a dover far digerire la manovra alle rappresentanze sindacali che, invece, rigettano il piano. E chiedono, piuttosto, investimenti per far ripartire la sodiera che oggi marcia su ritmi piuttosto bassi (2000 tonnellate al giorno). Ecco perché giovedì prossimo (o al massimo venerdì, la data è in fase di definizione), direzione rsu Solvay s’incontreranno di nuovo. E c’è da credere che sarà, nel bene o nel male, l’incontro decisivo. «Solo dopo - spiega Marco Baldini, coordinatore delle rsu - convocheremo un’assemblea e probabilmente la estenderemo a tutti i lavoratori». Perché non c’è solo il nodo sodiera (che pure è il più consistente) da sciogliere. I sindacati temeno che Solvay attui una “politica del carciofo” andando, lentamente, a togliere servizi e forza lavoro indebolendo complessivamente la fabbrica. Solvay, d’altronde, presenta un quadro nero delle prospettive, legandolo alla crisi del mercato generata dalla competitività della soda turca (più a basso costo) e ritiene indispensabile abbattere alcuni costi. Il piano specifica che riguarda la sodiera individua infatti la diminuzione di 2 posizioni, una al bicarbonato, l’altra al cloruro. Aspetto che preoccupa non poco le organizzazioni sindacali, che non intendono recedere su una riorganizzazione che verrebbe ad indebolire l’attività dello stabilimento di Rosignano. D’altronde Solvay sembra non recedere dalle proprie posizioni e giovedì, probabilmente, annuncerà la partenza della riorganizzazione. I sindacati - che hanno già proclamato lo stato di agitazione - sono pronti a dare battaglia.
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