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La Nazione Elba - sabato - «Toremar dovrebbe prima tagliare i costi»

 

PORTOFERRAIO DURA REPLICA DEI SINDACATI ALLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA SUI RINCARI

— PORTOFERRAIO —
«SE QUESTA è la classe imprenditoriale che deve salvare il Paese, Dio ce ne scampi». La replica dei sindacati alle affermazioni di Confindustria, Confesercenti, Confcoimmercio, associazione Albergatori, Faita e Cna secondo le quali, prima di aumentare i biglietti, bisognerebbe diminuire i costi di Toremar ricorrendo eventualmente anche ai licenziamenti dei lavoratori è di quelle al fulmicotone.
«TUTTI - dicono all’unisono Fit-Cgil, Filt-Cisl e Uiltrasporti - avremmo preferito che Toremar restasse pubblica. Peccato però che se questo fosse accaduto, non ci sarebbero state più sovvenzioni di Stato e Regione, come sta accadendo ad altre società regionali. E, a queste condizioni, assai di più sarebbero rincarate le tariffe per i passeggeri. Una “public company”? Ma dov’erano allora gli imprenditori? Perché, quando hanno tentato di essere partecipi nei collegamenti marittimi, hanno lasciato l’isola priva di collegamenti nei periodi non redditizi? Se questo è il criterio di contenimento dei costi che giudicano valido per Toremar, ci sorge più di un dubbio che nelle loro imprese venga usato lo stesso metodo».
«RAGIONE per cui vorremmo dare noi un consiglio agli Ispettorati del Lavoro, quello di andare a controllare. Bastonare l’asino, cioè il lavoratore, invece del padrone, cioè lo Stato, è forse la soluzione più semplice per chi non ha il nerbo del vero imprenditore, ma solo quello dell’affarista».


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