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Qui Livorno - Turismo, nel 2012 persi 10 milioni di introiti. I numeri
Da gennaio ad agosto 2012, l'affluenza turistica nella provincia livornese ha visto un calo di meno 64 mila turisti, che in termini di impatto economico hanno portato a 10 milioni di introiti in meno
LIVORNO - "Alla luce della grande crisi e in un momento di recessione le aspettative sulla stagione erano state preventivamente connotate in modo negativo in termini di movimento turistico. Nel complesso, invece, i risultati sono stati soddisfacenti, anche se, luci e ombre hanno segnato, secondo i dati dell'Ufficio Statistiche del Turismo della provincia di Livorno, il territorio dell'arcipelago e continentale". A dirlo è stato l'assessore provinciale all'agricoltura e turismo, Paolo Pacini, nel corso della conferenza stampa sull'andamento e il bilancio della stagione turistica di Livorno e provincia nel corso del 2012.
Dati alla mano, nel periodo da gennaio ad agosto 2012, l'affluenza turistica nella provincia livornese ha visto un calo di meno 64 mila turisti, che in termini di impatto economico hanno portato a 10 milioni di introiti in meno. Livorno e provincia rimangono comunque nel panorama toscano al secondo posto regionale per movimento turistico e in decima posizione nel panorama nazionale. Questo quindi mostra come, al di là della crisi, ci siano le risorse per contenere e far leva su diversi punti di forza che caratterizzano questo difficile periodo economico.
Il primo dato che segna questo bilancio in una chiave di lettura positiva e costruttiva per il futuro, è l'aumento del 4,3% del turismo straniero, di riscontro ad un netto calo del turismo italiano nelle nostre zone. L'incidenza del mercato estero sul totale delle province cresce quindi dal 32% al 36% dimostrando come l'appeal della nostra provincia sia in crescita d'interesse a livello internazionale. Il mercato straniero per eccellenza nelle nostre zone è sicuramente quello russo che mostra sempre più interesse per le nostre province. Progetto nascente a tal proposito è la creazione di una linea diretta per la tratta Pisa - San Pietroburgo e Pisa –Mosca proprio per valorizzare e incentivare questo scambio d'interesse.
Altro elemento che necessita di una riflessione in questa analisi è la crisi subita dal settore alberghiero che vede una dinamica positiva solo nelle tipologie extralberghiere a dimensione familiare, come le Rta, gli agriturismi e i campeggi con prezzi competitivi rispetto al mercato.
Ovviamente la situazione complessiva cambia da zona a zona: l'appeal dell'arcipelago purtroppo continua a calare sia nel transito del turismo italiano sia nella crisi dei servizi alberghieri che registrano perdite del 6% rispetto al 2011 e che ancora quindi non rispondono alla competitività dei prezzi di mercato. In tutto questo cresce però il numero di stranieri vacanzieri.
La situazione invece della costa degli Etruschi vede in generale un calo sia nelle presenze sia nei servizi ma rimane stabile l'aumento del turismo straniero.
Nel particolare, si delineano tre situazioni provinciali diverse: mentre la zona della Val di Cecina sembra rispondere positivamente alla crisi del 2012 con crescite sia nelle presenze turistiche che nell'uso di servizi , la zona della Val di Cornia ha una connotazione negativa contenuta, mentre drasticamente in calo è la situazione della città di Livorno con una perdita complessiva del flusso turistico, anche straniero, del 17%. La situazione della nostra città porta a riflettere inevitabilmente sulla mancanza di uno strato culturale che valorizzi le potenzialità della città che non è in grado di soddisfare l'interesse del mercato e l'intrattenimento turistico.
I servizi che il nostro territorio offre sono costantemente valutati anche sui dati offerti dai turisti stessi che si sono affacciati in più di 100 mila, specialmente stranieri, ai 19 punti d'informazione e assistenza che si trovano nel territorio provinciale con fulcro a Livorno. Uffici preparati per offrire ai turisti un planning organizzativo per la loro permanenza che vede ben 211 strutture convenzionate. Percorsi in bicicletta, trekking, viaggi enogastronomici, storico- archeologici, eventi nelle località di mare, sono alcuni dei servizi che il punto informazione offre con percorsi organizzati ai turisti e che hanno trovato un positivo riscontro.
Se turismo italiano si è mosso, ma non ha speso nei servizi come in altri tempi, quello straniero è sensibilmente cresciuto dando spunto e potenziale per la ripresa futura anche se, sulla base dei dati, i numeri del fatturato sono in calo. Su questo dato l'assessore Pacini fa una critica in senso costruttivo all'attuale dibattito sul problema delle province: "Il brand della Costa degli Etruschi nasce quindici anni fa come qualcosa d'innovativo che poneva centrale il territorio e l'integrazione dei settori creando un'identità coesa, condivisa e in costante comunicazione che ha permesso di triplicare in questo periodo le presenze turistiche. Fondamentale è quindi non abbandonare questa identità ma intraprendere una integrazione comunicativa in termini globali con altre esperienze, secondo il principio di risorse non omogenee che insieme possono fare un percorso di grande crescita".
Considerando lo scenario economico internazionale quindi, le prospettive di una ulteriore difficoltà del settore manifatturiero fa si che vadano messe, nell'agenda politica, tutte le attività sulla ricerca di modelli economici basati su compatti integrati. Ecco quindi la necessità di sviluppare strategie per rendere competitivo il complesso turistico sulla definizione dei modelli di sviluppo degli altri mercati. Far leva quindi sui punti di forza del nostro territorio, in primis il turismo e l'enogastronomia, risorse che portano, se adeguatamente utilizzate, anche la possibilità di occupazione.
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