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La Nazione Piombino - Lucchini, l'ultima parola alle banche

 

PIOMBINO IERI LUNGA RIUNIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELL’AZIENDA. NESSUNA NOTA UFFICIALE
Gli istituti creditori a questo punto potrebbero scegliere la strada del commissariamento


— PIOMBINO —
L’ULTIMA parola sarà dei soci, cioè le banche. Ieri si è riunito il consiglio di amministrazione Lucchini per esaminare la situazione dopo il fallimento della trattativa di acquisto da parte di Klesch. Una lunga seduta nella quale sono stati esaminati i vari scenari per il gruppo che oltre allo stabilimento di Piombino ha anche il sito produttivo di Servola a Trieste e altri impianti. Alla fine non è stato emesso nessun comunicato, quindi non ci sono notizie ufficiali da parte del Cda. Ma a quanto si apprende, non è stata presa ancora una decisione. L’ultima parola sarà dei soci, appunto. Le banche che sono creditrici.
SARà quindi l’assemblea dei soci a tracciare il futuro dello stabilimento di Piombino dove lavorano oltre duemila operai e prestano servizio oltre mille dipendenti delle ditte esterne. Sarà il pool di banche composto da Unicredit, Intesa Sanpaolo, Popolare di Milano, Bnp Paribas, Creberg, Cassa di risparmio di Firenze, Centrobanca, Banco Popolare, Natixis, Bnl a decidere. le banche vantano circa 600 milioni di euro di credito nei confronti del gruppo. Lucchini, è giusto ricordarlo, formalmente è ancora di proprietà della russa Severstal, ma in pratica dipende dalle banche.
Dopo la fine della trattativa con Klesch è quindi possibile che si arrivi al commissariamento.
UNA STRADA a questo punto quasi obbligata anche perché ogni mese che passa si aggrava il debito Lucchini e quindi anche per gli istituti bancari non è conveniente mantenere una situazione di stallo. L’assemblea dei soci quindi potrebbe dare mandato al Cda di avviare il confronto con il governo ed in particolare con il ministero dello sviluppo economico. Il direttore del Mise, in un convegno di pochi giorni fa a Terni ha dichiarato che il ministero attende solo l’ok da parte di Lucchini per nominare il commissario. Una volta commissariata non sarebbero comunque risolti i problemi per l’azienda. Si potrebbe però avviare un percorso di risanamento attraverso le facilitazioni previste dalla legge «salvaimprese» che ad esempio nel caso Parmalat, riuscì a funzionare bene. Per Piombino poi si parla anche di un tavolo nazionale della siderurgia insieme a Taranto. Ma questo è un altro capitolo ancora tutto da verificare.


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