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Il Tirreno Livorno - «Vade retro Tares» Associazioni contro la nuova tassa rifiuti

 

Confartigianato, Confcommercio e Confindustria uniti «Il Comune rinvii l’entrata in vigore. Vogliamo un incontro»


 
di Giorgio Carlini LIVORNO Confronto tra istituzioni e associazioni di categoria; rinvio dell’entrata in vigore della Tares; garanzia di evitare incrementi; rapida decisione sulla politica dei rifiuti da intraprendere. Sono i quattro punti fondamentali sui quali gli imprenditori livornesi chiedono un dialogo serrato con l’amministrazione. Ieri pomeriggio al cinema teatro Salesiani, in occasione dell’incontro organizzato da Confartigianato, Confcommercio e Confindustria, erano presenti circa sessanta persone per discutere sulle conseguenze della nuova tassa sui rifiuti e servizi che, stabilita dal Governo, si abbatterà sui contribuenti a partire dal 2013. Un’imposta che, a differenza della Tia, non sarà più una tariffa, ma un vero e proprio tributo. Per le imprese ci sarà un aumento netto, perché la parte di costo che prima figurava come Iva non potrà più essere scaricata. A far infuriare le associazioni di categoria sono anche altri aspetti. A cominciare dalla quota base della tassa (30 centesimi al metro quadro), fino all’eventuale incremento (non superiore a 10 centesimi al metro quadro) che spetterà ai singoli Comuni. Senza tralasciare ciò che le associazioni considerano una grave lacuna della legge, cioè l’assenza del regolamento attuativo della Tares. Dopo alcuni interventi tra il pubblico, gli imprenditori livornesi hanno dato mandato alle associazioni di categoria di stilare un documento, da consegnare alle istituzioni, con le quattro “colonne portanti” della questione. Prima su tutte, la necessità di un metodo di confronto diverso con l’amministrazione. «Non è possibile – dicono in coro gli associati – apprendere l’esistenza della Tares dai giornali». Il secondo punto è la richiesta di rinvio della tassa, da subordinare all’entrata in vigore di un regolamento di attuazione che non penalizzi determinate categorie di commercianti, come accaduto con la Tia. «Su questo – affermano i rappresentanti di Confcommercio, Confindustria e Confartigianato – siamo disposti a combattere al fianco alle amministrazioni locali». Al Comune sarà chiesto anche di non incrementare la Tares con i 10 centesimi al metro quadro, e di decidere in modo definitivo quale strada intraprendere in tema di gestione dei rifiuti.


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