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La Nazione Livorno - Alto fondale, sponda est e carenaggio:la parola d'ordine è stringere i tempi
Il «Piano operativo triennale» al Comitato in 80 pagine e 20 planimetrie
— LIVORNO —
ERA ATTESO, anzi sollecitato da più parti, questo Piano operativo triennale (Pot) della Port Authority che sembrava non arrivare mai. Così ieri l’abbinata Galanti-Provinciali l’ha servito in comitato portuale. Ed ha tappato anche molte bocche, perché sono state servite un centinaio di pagine fitte di indicazioni, di dati e di grafici. Per l’esattezza, un’ottantina di pagine di relazione più una ventina di planimetrie. Risultato: solo per leggere il documento sarebbe stato necessario un comitato d’una giornata almeno. Così sono state presentate alcune osservazioni generali e si è rimandato tutto, per le valutazioni, a un nuovo comitato già convocato per il 12 dicembre. All’improvviso i tempi dunque si stringono.
E NON SARà FACILE, in poco meno di una settimana lavorativa, il convocarsi delle associazioni di categoria, dei sindacati e delle istituzioni. La parola d’ordine sembra diventata, dopo i tempi dilatati fino ieri, spingere sull’acceleratore. Forse anche per rispondere ai solleciti della Regione, che sul «Pot» e sul piano regolatore del porto che dal «Pot» dovrà nascere, ha da tempo mostrato segni d’impazienza. Cento pagine dunque sulle quali si sta ridisegnando il futuro prossimo e il futuro remoto del porto. Comprese le scelte — che peraltro dovranno essere confermate: il «Pot» ad oggi è solo una proposta — sui tre punti più delicati del nostro scalo: la banchina ad alto fondale, dove la scelta della priorità per le crociere continua ad avere resistenze da parte degli operatori della cellulosa (e il «Pot» indica le soluzioni alternative per questi ultimi, compreso un nuovo mnagazzino per i forestali); il complesso dei bacini di carenaggio, sui quali l’indicazione più attuale dell’Authority sembra finalmente sposare prioritariamente riparazioni e refitting dei maxi-yachts (ma ci si dovrà arrivare per gara: e da qualche tempo circolano insistenti voci di un forte interesse anche di un gruppo amatoriale straniero, che ovviamente vorrebbe invece privilegiare le riparazioni navali); e infine l’utilizzo della sponda est della Darsena Toscana, dove l’iniziale proposta di Gallanti e Provinciali di aprire anche a insediamenti industriali (carpenteria metallica e produzione e stivaggio di bio-carburanti da un’impresa del Far Est) sembra resistere sia pure con proposte di correttivi che investirebbero solo parzialmente la banchina. Sia Gallanti che Provinciali hanno comunque sottolineato — rifacendosi al problema tempi — che una risposta a chi propone di insediarsi sul porto bisognerà darla.
E BISOGNERà darla in tempi finalmente brevi. Tra gli interventi, oltre a quelli dei sindacati che hanno chiesto un cronoprogramma preciso — arriverà dopo il 12 dicembre, hanno assicurato Gallanti e Provinciali — anche quello del Comune (assessore Picchi) che ha ricordato le recenti decisioni assunte — ed era ora — anche sulla Bellana per le barche: una scelta (per ora abbastanza platonica, bisogna dire) che arriva dopo tret’anni di tentennamenti. E se questo è decidere…
Antonio Fulvi
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