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Il Messaggero Marittimo - Nasce «Costa Toscana Cruise»

 

Livorno e il suo territorio possono offrire spunti interessanti
Roberto Nardi

LIVORNO - «Con tutto il rispetto del caso, la città di Livorno non è certo Barcellona o Venezia ma neppure Savona o Civitavecchia». Con queste parole il presidente della Camera di Commercio

di Livorno, Roberto Nardi, ha spiegato il significato della nascita di Costa Toscana Cruise, l’iniziativa lanciata per valorizzare l’offerta turistica del territorio livornese e promuovere l’incoming.
Lo ha fatto durante la conferenza stampa dedicata alla partecipazione del nuovo soggetto al SeatradeMed, la fiera specializzata che si svolgerà da oggi al 29 Novembre a Marsiglia. Costa Toscana Cruise nasce dalla collaborazione tra la Porto Livorno 2000 con ”La Strada del Vino e dell’Olio della Costa degli Etruschi”, con il sostegno dell’Autorità portuale di Piombino e dell’Elba e della Camera di Commercio di Livorno, con la partecipazione dell’Assessorato al Turismo del Comune di Livorno, dell’Assessorato al Turismo della Provincia di Livorno e dell’Autorità portuale di Livorno.
«La città labronica e questo territorio - ha detto Roberto Nardi - possono offrire spunti interessanti». Concetto ribadito dal presidente della Porto 2000, Roberto Piccini: «Spostiamo l’attenzione su una parte meno conosciuta della Toscana che si trova nel nostro hinterland. Intendiamo presentare agli armatori ed ai tour operator, tra pochi giorni a Marsiglia e nel prossimo mese di Marzo al Seatrade di Miami, una serie di itinerari per far conoscere il nostro territorio nelle sue diverse sfaccettature e quindi la Livorno granducale, una delle città europee più moderne nel 1700, Bolgheri e le strade del vino, l’Isola d’Elba e le perle del Tirreno, gli Etruschi e l’Alta Maremma».
Il porto di Livorno è il quarto in Italia nel settore crocieristico dopo Civitavecchia, Venezia e Napoli. L’anno si chiuderà con oltre 1 milione di crocieristi arrivati nel porto toscano.
Punto dolente di un settore in crescita è la frammentazione degli accosti. «Siamo riusciti ad accogliere tutte insieme fino ad otto unità. E’ un miracolo tutto livornese che però non può certo sempre ripetersi. E’ necessario destinare aree ben definite a questa attività senza essere costretti a dividere le banchine con le navi mercantili. Per questo attendiamo risposte dal Piano operativo triennale, da una ridefinizione del nuovo assetto del porto. L’accoglienza - ha concluso Piccini - è un aspetto non secondario per il successo di questa attività».
In piena sintonia con il presidente della Porto 2000 anche Roberto Nardi che ha idee ben chiare su quello che dovrebbe essere il nuovo assetto strutturale dell’ area intorno alla Fortezza Vecchia e alla Stazione crociere. «Dobbiamo spostare la barriera doganale anche scontando il fatto di non poter utilizzare l’accosto sul Porto Mediceo. Non è una cosa impossibile. Ridisegnare tutta l’area è fondamentale». Un’area su cui insiste la fatiscente struttura del vecchio silos, l’ennesima assurdità di un Paese bloccato da mille lacci e lacciuoli. Per la Sovraintendenza è ”archeologia industriale”: peccato che i turisti non l’ apprezzino questo tipo di archeologia, che non facciano la fila per ammirarla. Forse un po’ di buon senso non guasterebbe. Lo stesso buon senso che ha accompagnato la nascita di Costa Toscana Cruise. «La ”Strada del Vino e dell’Olio Costa degli Etruschi” è prima di tutto un’associazione di produttori e strutture ricettive che coinvolge anche le istituzioni, comuni Provincia di Livorno e di Pisa ed Ente camerale di Livorno e le associazioni di categoria agricole. Grazie a questa sinergia - ha spiegato il presidente Piermario Meletti Cavallari - è possibile mettere in atto una promozione completa del territorio. la preziosa collaborazione con la Porto di Livorno 2000 darà modo di aprire le porte della costa a tutto il mondo del crocierismo».
«La verà novità di questa iniziativa - ha affermato Paolo Pacini, assessore al Turismo della Provincia di Livorno - è quella di vedere la città capoluogo insieme a tutto il territorio provinciale. E’ la prima volta che riusciamo a creare una sinergia tra pubblico e privato, a proporre un’ offerta articolata, di qualità». Una parte rilevante del progetto interessa anche l’ Isola d’Elba dove i turisti delle crociere nelle loro escursioni a terra sono concentrati su un’area ben definita. «Non dobbiamo però dimenticare - ha concluso Pacini - che oltre alla qualità dei prodotti ci devono essere accurati servizi».


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