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La Nazione Rosignano - Solvay, ancora difficoltà dopo l'emergenza estiva

 

ROSIGNANO SIAMO A 2.000 TONNELLATE, LA SOGLIA È A 2400
La sodiera riprende quota ma è ancora sotto il minimo
di CINZIA GORLA


— ROSIGNANO —
MENTRE il sindaco Franchi attende di decidere col Governatore Rossi la data per il viaggio a Bruxelles, destinazione la casa madre per conoscere le strategie Solvay del territorio, a Rosignano si riprende a parlare di riorganizzazione interna e di sodiera. Se ne riprende a parlare in quello stabilimento di via Piave a cui il sindaco non si rivolgerà nonostante il direttore Michelle Huart gli abbia fatto sapere che ovunque andrà troverà la stessa risposta. Se ne riprende a parlare all’interno delle stesse Rsu e «a breve, non sappiamo ancora la data», come ci dice il coordinatore dei sindacati Marco Baldini, con i vertici.
UNA SODIERA che ha ripreso a marciare dopo il minimo storico di 1.100 tonnellate nelle 24 ore toccato in concomitanza con l’emergenza idrica estiva e il disastro ambientale del lago di Santa Luce. Adesso sta viaggiando a quota 2.000. Ricordiamo che la soglia da cui parte il guadagno è di 2.400 tonnellate. Una sodiera che occupa un centinaio di persone, di cui una settantina di turnisti, ma che, come ci aveva fatto presente Baldini, sta viaggiando sotto organico di alcune unità. Era rimasta ferma sul blocco del turn over in sodiera la trattativa con l’azienda, secondo una politica che la multinazionale sta attuando da tempo di non reintegrare tutti i pensionamenti. Ma si trattava in realtà di un inizio di trattativa.
NELL’OTTICA di quella riorganizzazione che il direttore Michelle Huart ci aveva descritto come un «cercare di rimodellare per preparare lo stabilimento al futuro» durante la inconsueta conferenza stampa in cui si era messa a disposizione a tutto campo. E in cui ci aveva sottolineato come stessero lavorando «per il consolidamento dell’attività che in un contesto di crisi generalizzata non è così scontata», a una fase di riorganizzazione interna che «non è diversa da prima, avviene in continuazione».
SI STA PARLANDO, o meglio si riprende a parlare, non solo della sodiera ma di una cinquantina di persone da ridistribuire in altri settori in un percorso di accompagnamento con i sindacati e non prima di averle formate, come ci aveva fatto presente la Huart che aveva reso noto come negli ultimi tre anni in tutto il sito fossero state assunte 120 persone a fronte di circa 180-190 pensionamenti. Intorno alla Solvay ruotano duemila lavoratori compreso l’indotto, gli interni sono circa 640.


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