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Il Tirreno Elba - La rabbia dell'Elba: i soldi dello Stato non sono arrivati
Il Comune ha sistemato Cavoli in tempo per la “stagione” Ma basta un’allerta e torna la paura: la ferita è aperta
di Luca Centini MARINA DI CAMPO I negozi sono aperti, le strade pulite. Niente fa pensare che, proprio un anno fa, il centro di Marina di Campo finì sommerso da una coltre di fango e distruzione. Era l’alba quando il fosso degli Alzi, che divide a metà il centro abitato della località dell’Isola d’Elba, non riuscì più a contenere la piena. Pochi minuti e il paese si trovò sott’acqua, in un’apnea che per certi versi non si è ancora interrotta. Nelle stesse strade dove dodici mesi fa erano numerosi i negozi danneggiati, le case distrutte dal fango, i mobili e i vestiti trasformati in rifiuti, adesso si nascondono tante persone in difficoltà, che hanno dato fondo ai propri risparmi per poter ripartire. Da mesi attendono dallo Stato risarcimenti per i danni subiti - circa 50 milioni secondo la stima approssimativa del Comune – che ancora non sono arrivati. La beffa ha voluto infatti che il governo Berlusconi cadesse poco dopo l’alluvione elbana. Tanto è bastato per diluire i tempi delle procedure. Se ad Aulla la dichiarazione dello stato di emergenza è arrivata dopo pochi giorni dal disastro, Marina di Campo ha dovuto attendere febbraio, e solo a marzo inoltrato la Protezione civile nazionale ha emesso l’ordinanza che, di fatto, ha sbloccato il fondo di 3 milioni per i rimborsi (500mila per i privati, 2,5 milioni per le imprese). Poco, rispetto alla reale entità del danno. A ottobre la Regione ha dato il via alle procedure per i risarcimenti dei veicoli, i primi soldi in arrivo dallo Stato che - a dicembre - dovrebbero essere percepiti dagli alluvionati. Per i danni alle imprese il bando sarà pubblicato entro la fine del mese. «Con i sindaci dell’Elba ho contatti frequenti – ha detto il presidente della Regione, Enrico Rossi – una cosa è certa, non ci siamo dimenticati dell’Elba e dei suoi abitanti». Fatto sta che fino ad oggi gli unici aiuti per i privati sono arrivati da Camera di Commercio (100mila euro), Ente bilaterale del turismo (50 mila), oltre ai 30mila euro raccolti dal Comitato alluvione. Tanto è bastato per alimentare la sensazione, percepita da tanti abitanti, di essere stati dimenticati dalle istituzioni e dalla politica. Non a caso lo scorso settembre il comitato 7 Novembre, che riunisce i residenti danneggiati, ha messo in scena uno strappo collettivo e simbolico delle copie dei certificati elettorali. La rabbia sul fronte dei risarcimenti viaggia a doppio filo con i tempi lunghi della ricostruzione. Il Comune è stato solerte a rifare il look del paese in tempo utile per la partenza della stagione balneare, compiendo con un esborso di 1,6 milioni interventi prioritari come il rifacimento del Lungomare e la parte a mare di Cavoli. La Regione, invece, si è fatta carico degli interventi per la messa in sicurezza idraulica del territorio con 5 milioni, più altri 5 destinati a Procchio, oltre a 500mila euro concessi al consorzio di bonifica per la manutenzione dei fossi e 2 milioni per gli interventi idraulico forestali. Il grosso degli interventi, fatta eccezione per la vasca di contenimento al fosso degli Alzi che partirà a giorni, scatterà a partire dal prossimo anno e dovrebbe essere completato entro la prossima estate. Gli stessi tempi che dovrebbero interessare anche i lavori della Provincia, tra cui la sistemazione dei fondali del porto e gli interventi sugli Alzi e Bovalico. La ricostruzione a un anno dal disastro, insomma, è ancora in divenire, con i cittadini preoccupati per l’arrivo delle piogge e per la tenuta del reticolo idraulico. Basta un’allerta meteo, qualche goccia di pioggia per far riaffiorare il ricordo. E la paura. In tanti si sono attrezzati con le paratie alle porte e, all’arrivo del maltempo, sono pronti a mettere i materassi sopra i tavoli e a spostare gli arredi di pregio ai piani alti delle case. La ferita dell’alluvione non si rimargina in un anno.
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