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La Nazione Elba - Sammuri ricuce gli strappi e annuncia le priorità : «Al parco serve un piano»

 

— PORTOFERRAIO —
GIAMPIERO Sammuri è il presidente del parco nazionale dell’Arcipelago Toscano dallo scorso 11 luglio. Ed in soli tre mesi è riuscito a portare a temine un compito che sulla carta sembrava piuttosto difficile, quello di aver ricucito nel migliore dei modi i rapporti tra il Parco, i sindaci ed il territorio. Rapporti che si erano deteriorati a seguito degli atteggiamenti del suo predecessore. «Mi ero ripromesso di utilizzare questi primi mesi di lavoro — spiega Sammuri — per conoscere le problematiche di questo parco. E così ho fatto. Ho girato molto nelle varie isole per cercare di capire i problemi e le cose da fare . Ed ho parlato con il maggior numero di persone, in primis i sindaci. Per cercare di avere più spunti possibile mi sono confrontato anche con le associazioni e semplici cittadini. E poi ho studiato il piano del parco e le varie nome e regolamentazioni. Sono soddisfatto del clima che si è creato perchè prima di assumere l’incarico le previsioni non sembravano buone. Ed invece non ho mai visto ostilità nè nei miei confronti né nei confronti del parco». Nel trimestre di studio Sammuri ha individuato i primi problemi da risolvere. «Prima di tutto — aggiunge — bisogna arrivare ad una regolamentazione di dettaglio perchè il parco ha il suo piano, ma non il suo regolamento. Ed avere il piano è già un grosso passo in avanti perche parchi istituiti prima di questo ancora non ce l’hanno. C’è poi da risolvere il problema della protezione a mare». In questo settore il presidente denuncia i rigidi vincoli di salvaguardia della seconda metà degli anni ‘90.
«E’ NECESSARIO trasformare le attuali aree di salvaguardia a mare, presenti in tutte le isole escluse l’Elba ed il Giglio, in vere e proprie aree marine protette — afferma — mentre il secondo step sarà quindi quello di verificare se ci sono le condizioni per fare le aree marine protette anche all’Elba ed al Giglio. Il mio concetto è comunque chiaro: nelle due isole maggiori le aree marine protette si faranno solo se il territorio le vuole. In caso contrario tutto rimarrà come adesso». Le questioni prioritarie però non si fermano qui. «C’è da occuparsi — spiega Sammuri — della gestione del patrimonio immobiliare del parco che è proprietario di tante cose e quindi ci sarà da fare delle scelte. Tra i beni di proprietà c’è anche il castello del Volterraio. La prima cosa da fare al riguardo è chiedere un progetto per vedere quanto costa mettere in sicurezza la struttura e renderla quindi fruibile. Poi vedremo di trovare i fondi...». Ovviamente il Parco, visto il periodo di crisi ed i continui tagli ai finanziamenti, non ha i soldi per poter intervenire.
«ABBIAMO — conclude — già ricevuto offerte per contribuire al recupero del castello attraverso donazioni». E infine la sorveglianza delle aree a mare con l’aiuto della guardia costiera e della forestale che saranno dotati di impianti di videosorveglianza i cui filmati possono essere utilizzati ai fini probatori.


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