Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

La Nazione Piombino - Lucchini al bivio sul piano di salvataggio

 

PIOMBINO OGGI A MILANO IL CDA SCEGLIE SE ACCETTARE LE PROPOSTE DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO
Lo stabilimento si ferma dalle 15 alle 17 per le assemblee: sono ore decisive


— PIOMBINO —
SI FERMA oggi lo stabilimento Lucchini dalle 15 alle 17. Le assemblee di due ore con eventuale sciopero sono state decise ieri durante il consiglio di fabbrica tenuto da Fim, Fiom e Uilm. Uno sciopero, anche dell’acciaieria e delle imprese interne, in attesa delle notizie che arriveranno da Milano. È infatti stato convocato per le 10 il consiglio di amministrazione della Lucchini. Un Cda che dovrebbe essere decisivo per il futuro del gruppo: dovrebbe essere deciso infatti dai vertici aziendali se accettare il concordato o l’amministrazione straordinaria.
QUESTE le due opzioni presentate durante l’ultimo incontro a Roma dal ministro dello sviluppo economico Corrado Passera. Una decisione attesa dai lavoratori, anche perché qualora venisse scelta la via del concordato preventivo i posti di lavoro sarebbero più a rischio. Resta infatti preferita la scelta dell’amministrazione controllata tramite un commissario nominato dal governo. A quel punto l’obiettivo sarebbe quello di individuare nel giro di sei mesi un piano industriale che attiri potenziali investitori pronti a rifare l’altoforno. Ci si domanda comunque che fine abbia fatto il piano asseverato dal tribunale di Milano qualche mese fa. Oltre a queste due soluzioni, resta anche l’opzione – improbabile – di un nuovo investimento da parte delle banche che controllano il gruppo.
IN BASE alle notizie che arriveranno da Milano le organizzazioni sindacali decideranno le manifestazioni da effettuare.«E’ in gioco tutto il made in Italy — sostiene la Cgil — la crisi continua a non fare sconti a nessuno e colpisce un settore dopo l’altro. Quando chiude o riduce drasticamente la produzione uno stabilimento a scomparire dal mercato e’ anche il suo prodotto, e così in Italia rischiano di scomparire intere filiere come quella dell’alluminio in Sardegna (Alcoa, Eurallumina) o dell’acciaio (ThyssenKrupp, Lucchini, Ilva) con il conseguente aumento delle importazioni e quindi della dipendenza dall’estero della nostra economia». In effetti senza un intervento di natura strutturale è difficile pensare ad una ripresa e a risentirne di più sono le industrie come la Lucchini che di fronte alla crisi ha bisogno di invertire velocemente la rotta.
m. p.


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Infrastrutture

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP