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Il Tirreno Piombino - Concordia, il porto di Piombino in pole
Lo smantellamento del traghetto è un affare da 300 milioni: che Rossi sta aiutando a concludere
PIOMBINO E se alla fine tra tanti litiganti fosse proprio il porto di Piombino a mettere le mani sul ricco appalto per lo smantellamento della Concordia? Le voci di un a questo punto imprevedibile vantaggio del nostro porto nei confronti di altri che sembravano invece decisamente favoriti (Livorno, Palermo) si rincorrono: il fatto certo è che insieme a Gianni Anselmi è impegnato per questa soluzione il presidente della Regione Enrico Rossi, interessato a dare una mano a una città alle prese con una grave crisi occupazionale e con le aziende siderurgiche a rischio default. Altro fatto certo è che la Regione conta di avere in tempi brevi le conclusioni di uno studio ad hoc sulla fattibilità del progetto. Del resto la necessità di grandi spazi e di fondali di almeno 19 metri in teoria mette sullo stesso piano tutti i porti italiani, visto che nessuno ha le caratteristiche richieste almeno per quanto riguarda la profondità. Ma Piombino per contro ha dalla sua la vicinanza dal Giglio, elemento molto importante viste le incertezze sulle condizioni in cui si troverà la nave una volta rimessa sulla linea di galleggiamento. Solo per arrivare a Piombino gli esperti valutano che alla Concordia, trainata dai rimorchiatori, servirebbe più o meno un giorno di navigazione. Altro punto a favore sarebbe la disponibilità espressa dall’Autorità portuale a fare tutto il possibile per accogliere la Concordia risolvendo ogni problema logistico. I condizionali sono d’obbligo perché tutti i soggetti interessati all’operazione (si parla di un appalto da 300 milioni, con almeno un paio d’anni di lavoro) glissano non appena interpellati sul tema. Segno evidente del timore che proprio sul più bello si riaccenda la concorrenza. Quella livornese ad esempio, che troverebbe nuova linfa da un colloquio informale tra l’assessore comunale Valter Nebbiai e il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che avrebbe confermato l’orientamento favorevole a portare a Livorno per lo smantellamento («ovviamente purché i fondali lo consentano») il relitto della Costa Concordia. E’ stato lo stesso Nebbiai a riferire l’episodio avvenuto a margine di un convegno a Siena al quale ha partecipato, oltre al ministro, il leader della Cisl Raffaele Bonanni. (cloz)
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