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La Nazione Piombino - Mozione parlamentare per Piombino
SIDERURGIA A ROMA SINDACATI E RSU LUCCHINI E MAGONA HANNO INCONTRATO I DEPUTATI DI PD, ID E UDC
Le richieste: «Un tavolo nazionale per bonifiche, infrastrutture ed energia»
— PIOMBINO —
UN TAVOLO nazionale per la siderurgia e un accordo di programma per Piombino, così come previsto dal decreto sviluppo per le aree industriali di crisi complessa. Queste le richieste emerse al termine di un incontro che si è svolto ieri alla Camera fra parlamentari del Pd, dell’Idv e dell’Udc, a cui ha partecipato anche il responsabile economico del Pd Stefano Fassina, e i rappresentanti di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm-Uil e Rsu Lucchini e Magona. Presente all’incontro anche il segretario del Pd di Piombino, Valerio Fabiani.
«ABBIAMO preso l’impegno – spiega la deputata toscana del Pd Silvia Velo – a presentare una mozione parlamentare che contenga i punti di una lettera aperta dei sindacati al governo. Ci deve essere un impegno di tutti perché non si tratta solo di un’emergenza locale e sociale, ma è in gioco la politica industriale a livello nazionale. Per questo l’incontro ha visto la partecipazione anche di molti deputati delle aree investite da analoghe crisi di settore».
Fra le richieste – presenti nella lettera che i sindacati hanno inviato al governo- c’è anche il riconoscimento dei contributi di solidarietà come intervento straordinario e strutturale per la gestione dei periodi di crisi che non deve essere sommato alla cassa integrazione generale.
NELLA lettera si ricorda come la Lucchini «dopo l’abbandono da parte del gruppo russo Severstal, di fatto oggi in mano alle banche, rischia in breve tempo, un default finanziario a causa della crisi internazionale con conseguente calo di mercato. Lo stabilimento per la sua sopravvivenza, necessita di un nuovo acquirente che abbia la volontà e le condizioni per il mantenimento del ciclo integrale e dell’integrità della fabbrica». Per quanto riguarda Magona si dice che ha «tutte le potenzialità per stare sul mercato, oggi questo non accade per il disimpegno dichiarato di Mittal a non investire più in Italia e nel resto d’Europa. Riteniamo necessario un passaggio di proprietà per rilanciare questa fabbrica, attraverso l’utilizzo di tutti i suoi impianti. La crisi del polo siderurgico piombinese penalizza fortemente tutte le imprese e l’economia di un intero territorio, con forti ricadute sociali ed occupazionali che mettono a rischio cinquemila posti di lavoro».
LE RICHIESTE sono: un tavolo nazionale sulla siderurgia, una risposta concreta sui temi della bonifiche, infrastrutture e risparmio energetico; il riconoscimento dei contratti di solidarietà come intervento straordinario e strutturale per la gestione di periodi di cristi, fuori dal conteggio della cassa integrazione; un impegno da parte del governo per la ricerca di soluzioni industriali al fine di garantire il secondo polo siderurgico italiano.
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