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Il Tirreno Piombino - Tagliati i fondi alla Parchi, ora il suo futuro è incerto

 


Il comune di San Vincenzo non rispetta il contratto di servizio con la società Parchi Val di Cornia per il 2012 e non pagherà quanto previsto, 330.000 euro ma solo 144.000, meno della metà del dovuto, contravvenendo agli impegni e al contratto sottoscritto. Tenendo conto che siamo già a stagione finita, quei soldi sarebbero stati già impegnati dalla Parchi che si ritrova a chiudere l'esercizio in corso e far quadrare i bilanci. Probabilmente si riuscirà a tamponare la situazione per quest'anno, ma già per l'anno prossimo si profila una situazione ancora peggiore con tagli ancora maggiori nel bilancio preventivo, con gli altri Comuni che ridurranno il budget del contratto di servizio e se questo è un precedente accettabile, che a fine stagione non si rispetta il contratto di servizio, potranno a consuntivo anche non rispettare gli impegni presi. Capiamo che i Comuni sono sempre più nella stretta dei tagli al bilancio del governo Monti, ma quali sono le priorità? Inoltre quest'anno è proprio l'anno in cui è entrata in vigore una nuova tassa di soggiorno di cui San Vincenzo è il maggiore beneficiario per una cifra molto superiore a quanto dovuto alla Parchi ed è stato messo a pagamento proprio il parcheggio lungo tutto il parco di Rimigliano, nel comune di San Vincenzo, con un guadagno per il comune di oltre 50.000 euro. Come si giustifica questa scelta? Sarebbe bastato mettere solo parte di queste risorse a disposizione della Parchi. In queste condizioni è molto incerto il futuro della Parchi Val di Cornia e di questa esperienza unica in Italia, e soprattutto è incerto il futuro delle zone protette e delle strutture gestite fino ad ora. Accanto a questa vicenda sembra in dissolvimento l'esperienza di una gestione unitaria da parte di tutti i Comuni, anche dell'unitaria programmazione urbanistica, dei piani coordinati d'area. Ricordiamo che in tutte le occasioni si afferma che la vocazione di questo territorio è per un turismo di tipo culturale, enogastronomico, archeologico, naturalistico; tutti gli studi, anche quelli commissionati recentemente, indicano questa direzione, per un futuro possibile dell'economia turistica di quest'area. La Parchi doveva diventare anche lo strumento dei Comuni per la promozione territoriale; si pensa che questa funzione possa farla meglio ogni Comune per conto proprio? Oppure si pensa che non sia necessaria? Legambiente intende aprire la discussione pubblica e il confronto chiedendo alle amministrazioni pubbliche interessate di rispettare gli impegni presi e di delineare il futuro delle funzioni di questa società, del ruolo che dovrebbe avere di promozione e gestione del territorio per quale turismo futuro. Legambiente promuoverà un convegno pubblico a cui le amministrazioni sono invitate. Adriano Bruschi


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