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La Nazione Piombino - Contratti di «solidarietà » alla Magona

 

PIOMBINO ACCORDO RAGGIUNTO TRA AZIENDA E SINDACATI PER MANTENERE 530 LAVORATORI IN FORZA

— PIOMBINO —
CONTRATTO di solidarietà per far fronte alla crisi in Magona. L’accordo è stato raggiunto tra azienda e sindacati. Ieri le segreterie Fim, Fiom e Uilm e la RSU Magona hanno tenuto le assemblee di fabbrica per informare i lavoratori sul nuovo assetto dello stabilimento dal prossimo primo ottobre. «Il sindacato — spiegano i rappresentanti dei metalmeccanici — ha dichiarato inevitabile e giusta la soluzione contrattata con l’azienda, di utilizzare i contratti di solidarietà per mantenere tutti i 530 lavoratori in forza, a fronte di una decisione presa dall’Azienda in una prima fase, di collocare 320 lavoratori in Cassa Integrazione Straordinaria».
I SINDACATI tuttavia «ritengono che i contratti di solidarietà siano una soluzione temporanea che garantisca la tenuta occupazionale ma che da sola non possa essere la soluzione del problema. Un assetto industriale privo della laminazione non può avere una prospettiva di competitività e di autonomia produttiva.
ANCHE UN eventuale decreto governativo per abbattere il costo dell’energia, avrebbe ben poco impatto economico sul gruppo in assenza dell’attività della laminazione, che da sola consuma più del 60% dell’energia dell’intero stabilimento.
QUINDI per dare un futuro alla Magona c’è bisogno di investire ora nelle produzioni e nel prodotto, a partire dalla Laminazione e c’è bisogno di dare massima autonomia commerciale all’Azienda locale affinchè, svincolata dalla stretta della filiera di approvvigionamento esterno, rivelatasi negativa, possa comprare a prezzi competitivi sui mercati mondiali, consentendoci di recuperare terreno sui profitti. Non è accettabile confrontarsi con la crisi riducendo a zero le potenzialità e l’autonomia di uno stabilimento».
LE SEGRETERIE e la RSU pensano che «Mittal non dia futuro alla Magona». «Rispetto a ciò è determinante il sostegno e l’intervento delle istituzioni locali, Regionali ,della politica e del governo, affinchè si possano determinare condizioni esterne che favoriscono il rilancio del territorio e dello stabilimento (costo delle bonifiche, infrastrutture, costo della energia) e che possano determinare l’acquisizione dello stabilimento, in tutta la sua interezza, da parte di chi abbia una prospettiva di sviluppo e di innovazione sugli impianti e sui prodotti».


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