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La Nazione Livorno - Bando per la vendita della De Tomaso - L'annuncio del curatore fallimentare

 

ECONOMIA ROSSIGNOLO È AGLI ARRESTI DOMICILIARI DAL LUGLIO SCORSO PER TRUFFA
di MONICA DOLCIOTTI


— LIVORNO —
UN BANDO per la messa in vendita della società De Tomaso di Gianmario Rossignolo, dichiarata fallita a luglio. Rossignolo è finito agli arresti domiciliari per truffa in relazione a 7,5 milioni di euro per i corsi di formazione finanziati con fondi pubblici e mai avviati per i lavoratori di Livorno (130) e Grugliasco (1000). L’annuncio della messa in vendita lo ha dato il curatore fallimentare dell’azienda, Paolo Carotti, durante l’incontro svoltosi ieri al Ministero dello sviluppo economico. Il tavolo a Roma sarà riconvocato entro novembre. In corsa per l’acquisizione ci sarebbe anche la Bmw.
ALL’INCONTRO erano presenti dirigenti del ministero per lo sviluppo economico e del ministero del lavoro, gli assessori alle attività produttive della Regione Toscana Simoncini e della Regione Piemonte Porchietto, il sindaco di Livorno Cosimi, l’assessore allo sviluppo economico della Provincia di Livorno Anselmi, l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Collesalvetti Mecagli, il curatore Paolo Carotti. Il curatore fallimentare ha informato del percorso in atto per l’inventario dei beni e della volontà di predisporre un bando per la messa in vendita dell’intera società, facendo presenti le oggettive difficoltà della situazione, in un quadro che vede garantita la cassa integrazione per buona parte del 2013.
«SIAMO DISPONIBILI — dichiara l’assessore Simoncini — a costituire una dote per ogni lavoratore che supporti l’attività del curatore nella ricerca di un nuovo investitore, ma anche la ricollocazione individuale dei lavoratori». Tradotto significa che: a Torino l’impianto De Tomaso è più appetibile perché di proprietà della Regione Piemonte, quello di Livorno meno. Il governo ha garantito a sua volta la disponibilità a sostenere, con gli strumenti di cui dispone, la ricerca di imprenditori disponibili ad investire nella reindustrializzazione.
«C’È L’IMPEGNO del ministero — sottolinea il sindaco Cosimi — a seguire con attenzione le procedure fallimentari (una avviata dal Tribunale di Livorno e una da quello di Torino, ndr) perché, nel contesto del loro normale svolgimento, si possano inserire più soggetti interessati a rilevare l’azienda. Abbiamo così concordato un lavoro comune tra enti locali e Regioni che, pur non essendo obbligatoriamente finalizzato ad un medesimo esito, punta alla soluzione del problema sia per i lavoratori di Livorno sia per quelli di Grugliasco».
NEL FRATTEMPO a Torino si sono fatti avanti un paio di soggetti che avrebbero manifestato l’interesse a farsi avanti, mentre a Livorno non si è presentato nessuno. I sindacati a Roma hanno però chiesto «che la soluzione per la vertenza De Tomaso riguardi i lavoratori di Livirno e Grugliasco senza trattare separatamente le due realtà». Oggi alle 15.30 assemblea tra i lavoratori livornesi.


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