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Il Tirreno Rosignano - Sodiera, ora è crisi nera vertice azienda-sindacati

 

Produzione in picchiata nell’ultimo mese. Oggi incontro tra i dirigenti e le Rsu. Non si esclude un intervento sugli organici dello stabilimento
 
LAVORO» IL PARCO INDUSTRIALE IN AFFANNO
 
di Mario Moscadelli ROSIGNANO Il cuore pulsante della fabbrica batte sempre meno forte. Da circa un mese, infatti, la sodiera sta marciando ai minimi storici: si parla di 1100 tonnellate al giorno. Ma così poco. Una miseria se confrontata con la produzione dei primi anni del Duemila, dove le tonnellate di carbonato di sodio giornaliere erano circa 3000. Ma aggiungiamo un altro dato che può fotografare l’attuale situazione: già nel 2009, quando la marcia era di 2200 tonnellate/giorno si parlava di crisi, con l’azienda che annunciava costi da abbattere. Figuriamoci, dunque, adesso. E così da settimane all’interno della fabbrica si parla in maniera insistente di una probabile riorganizzazione degli organici: le ipotesi che si fanno sono di uno stop al turn-over o di un ricorso agli ammortizzatori sociali. Possibilità che al momento non trovano riscontro ufficiale nell’azienda e nemmeno nei sindacati. Ma quello che è certo è che la preoccupazione per un intervento (magari temporaneo) sul livello occupazionale è forte, ogni giorno di più. E probabilmente fondata, visto l’appuntamento, molto atteso sentendo gli stessi sindacalisti, fissato per la giornata di oggi. Nel primo pomeriggio, infatti, i vertici dell’azienda di via Piave incontreranno le Rsu dello stabilimento. All’ordine del giorno c’è l’analisi degli attuali livelli di produzione della fabbrica, che deve fare i conti in particolare con due fattori: la crisi del mercato, ma soprattutto la crisi di acqua, aggravata dal prosciugamento dello scorso 13 agosto del lago di Santa Luce, di proprietà Solvay. Prosciugamento sulla quale il Pd del comune collinare e alcune liste civiche (vedi Opportunità per Santa Luce e Insieme per cambiare di Montescudaio e Riparbella) hanno chiesto a gran voce di fare chiarezza, visto che fino a pochi giorni prima del disastro ambientale il livello di acqua non sembrava così drammatico. Polemiche a parte, la rimodulazione di marcia della sodiera sembra causata principalmente dall’esigenza di centellinare la risorsa idrica oggi disponibile (situazione che trova conferma anche ascoltando dirigenti e sindacalisti di Ineos, vedi l’articolo sulla destra). «È evidente che certi segnali fanno pensare che la situazione non sia rassicurante - spiega Marco Baldini, Rsu Solvay - ma al momento non c’è stato presentato nessun piano ufficiale, nessuna ristrutturazione, da parte dell’azienda. Confidiamo di avere informazioni più certe e dettagliate dall’incontro di domani pomeriggio (oggi per chi legge, ndr)».


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