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Il Tirreno Rosignano - Ineos, 19 società si sono fatte avanti per acquisire il sito
L’IMPIANTO IN VENDITA
ROSIGNANO Segnali meno preoccupanti, ma comunque non positivi a livello di produzione, arrivano anche da Ineos. Per l’impianto rosignanese, lo ricordiamo, è in corso da parte della multinazionale un’indagine per vendere il sito stesso. Diciannove società interessate. E partiamo proprio dalle trattative in corso per la vendita dell’impianto, che a Rosignano produce polietilene ad alta densità. Impianto che oggi dà lavoro a 183 dipendenti. Sono state 19 le manifestazioni d’interesse arrivate al colosso britannico della chimica subito dopo la pubblicazione dell’annuncio di vendita (era il 10 maggio scorso). Ad oggi, però, le società potenzialmente in lizza per concludere questa importante operazione sono molte di meno. Perchè? Per due motivi. Primo: nel frattempo Ineos ha fatto una scrematura, scegliendo le proposte ritenute più interessanti. Secondo: alcune società che si erano fatte avanti si sono poi ritirate. Prossimo passo? A giorni le società che hanno ricevuto apprezzamento da parte di Ineos faranno visita a Rosignano. Sull’identità, il numero e la nazionalità c’è massimo riserbo, visto che c’è una precisa clausola che impedisce all’azienda di esternalizzare informazioni del genere che potrebbero condizionare la competitività dell’operazione. Comunque, il percorso di vendita del sito rosignanese sembra ben avviato. Tra le condizioni che Ineos poneva a maggio c’era quella di chiudere la trattativa entro il prossimo ottobre, altrimenti il gruppo avrebbe continuato a mantenere il controllo sull’impianto. Sarà rispettata questa tempistica? Sì. Entro la fine di ottobre sarà presa la decisione madre. Produzione in calo. Contrazione della domanda e problemi nell’approvvigionamento dell’acqua sono le cause principali del calo di produzione che l’azienda ha prospettato per il 2013. Un calo che comunque non fa scattare nessun campanello d’allarme in termini di livello occupazionale. Tuttavia, dalle attuali 180mila tonnellate annue si passerà a 160mila. «Diciamo che la produzione stimata per il 2013- dice il direttore Mario Panattoni - sarà tra l’80 e il 90% del massimo potenziale. Una previsione dovuta ad un calo di domanda e alla crisi dell’acqua». Ma come incide la crisi dell’acqua in Ineos? Panattoni fa un esempio. «A settembre potevamo alzare il livello di produzione, ma non è possibile perché ci manca l’acqua necessaria per raffreddare gli impianti». Il sindacato. Sulla guerra dell’acqua interviene Stefano Santini, Rsu di Ineos. «Questa crisi la pagano tutti: i cittadini, l’industria e i lavoratori. E allora è il momento di passare ai fatti e di lasciar perdere le sterili polemiche. La soluzione è un dissalatore? Solvay da sola non è grado di realizzarlo e di mantenerlo. E allora, se davvero si pensa che questa sia la migliore soluzione, occorre unirsi, occorrono sforzi economici da più parti, calibrando i successivi benefici».(ma.mo.)
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