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Il Tirreno Piombino - Sciopero di due giorni alle mense
A rischio anche una ventina di posti tra le dipendenti della Acli labor impegnate nel settore delle pulizie
LUCCHINI »TAGLI AGLI APPALTI
Sabrina nigro Sono possibili soluzioni condivise e meno traumatiche per lavoratrici part time che vivono con salari già bassi in partenza
di Valeria Parrini PIOMBINO Sciopero di due giorni delle 36 lavoratrici Elior della mensa delle Acciaierie. Le incognite si addensano anche sul settore delle pulizie dove sono a rischio una ventina di posti tra le 34 operaie della Acli Labor. L’indotto tradizionalmente declinato al femminile rischia di fare da battistrada nell’operazione di taglio orizzontale dei costi del 20% deciso dalla Lucchini a inizio estate. L’obiettivo aziendale resta quello di arrivare a fine settembre con una situazione economica meno complicata da presentare nel prossimo incontro al ministero dello Sviluppo, coinvolto nella ricerca di un acquirente. Che ancora non c’è. La protesta delle donne della Elior è stata decisa da Ugl e Cgil durante l’assemblea di ieri, ospitata nei locali di via Roma. Le due organizzazioni non hanno sottoscritto l’accordo per i tre mesi di cassa integrazione a zero ore, a rotazione per dieci lavoratrici (scese nel frattempo a sei). Al contrario, lo hanno firmato i sindacati di categoria di Cisl e Uil che, per questo, hanno pagato un prezzo alto in termini di iscritte. La Cisl, fino all’azzeramento. La Uil lo ha sfiorato. A sostegno della vertenza si sono espresse pure le Rsu Lucchini e Lucchini servizi che invitano i lavoratori a scioperare domani. «Le soluzioni condivise e meno penalizzanti sono sicuramente possibili. Dobbiamo spingere su questo. Le zero ore non sono accettabili, trattandosi di contratti part time e salari già bassi in partenza», commenta Sabrina Nigro, ex dirigente della Fisascat Cisl e adesso responsabile Ugl. In queste ore sta venendo al pettine anche il nodo Acli Labor. Appalto unico e diversi settori di pulizie: spogliatoi, pulpiti, uffici, foresteria e bagni. Ed è sui bagni che la Lucchini punta a sostituire il personale con dipendenti propri. Con ridotte capacità lavorative e non. Possibile anche la riduzione della frequenza delle pulizie negli altri settori di intervento. Associazione industriali e Acli Labor stanno incontrando i sindacati in riunioni separate. La frattura è ormai evidente anche tra le organizzazioni confederali di categoria. Oggi è il turno dell’Ugl. «Sono a rischio i posti di una ventina di persone. Per loro, si parla di mobilità. Sempre che la procedura sia applicabile nel caso di una realtà di questo genere», chiude Nigro. Sulla sua politica di spending review e sulle prossime conseguenze, la Lucchini non commenta.
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