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Il Tirreno Livorno - domenica - Da agosto la centrale Eni Power va a gas

 

L’assessore comunale all’ambiente Grassi: «Stiamo anche pensando a motori ad ammoniaca per le navi ferme in porto»
 
LIVORNO Da agosto la centrale Eni Power, all’interno della raffineria, funziona a gas e non a olio combustibile. Lo ha spiegato l’assessore comunale all’ambiente, Mauro Grassi, durante una chiacchierata su una ricerca che sta conducendo il professor Annibale Biggeri, del dipartimento di statistica dell’Università di Firenze e dell’Unità di biostatistica dell’Istituto per gli studi sulla pubblica opinione (Ispo) che analizza i casi di decessi per tumori nell’area di Livorno e Collesalvetti. Nello stesso studio, che si concluderà prima della metà del prossimo anno, si dice che in questa area si supera la media regionale di un 5% per gli uomini e di un 6% per le donne. I dati sono riferiti al periodo 2001-2006, (come indicato nella tabella a fianco) in cui, fatto cento la media regionale, a Livorno, il rapporto standardizzato (cioè quello tra il numero di casi di morte osservati e il numero di casi attesi) è di 105 per gli uomini e di 106 per le donne. Intanto, però, alcuni elementi che maggiori polemiche hanno sollevato nel tempo, la centrale Enel e il porto, sono oggetto di progetti per ridurre l’impatto ambientale. «La centrale è ormai attiva pochi giorni all’anno - dice ancora l’assessore - e solo quando serve energia per evitare black out al Paese. Tra l’altro usa oli raffinati ed è in corso la trattativa per chiuderla e riconvertirla». Sul fronte del porto, invece, è noto il percorso che sarà presto avviato di elettrificazione delle banchine, in modo che le navi che attraccano e che rimangono ancorate nel porto, possano spegnere i loro motori e agganciarsi alla rete, evitando d’inquinare. La novità a cui stiamo pensando, però, è quella di affiancare a questo progetto una serie di motori ad ammoniaca già realizzati a livello di prototipi dal consorzio per la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico Pont-Tech di Pontedera. In questa maniera riusciremmo a trovare una soluzione a “emissioni zero” durante la realizzazione della rete elettrica alle banchine del porto». «La nostra città, però - prosegue Grassi - non è paragonabile a casi come quello di Taranto e dell’Ilva. Sappiamo che, in passato, ci sono state situazioni di forte criticità che ancora oggi hanno ripercussioni sui dati relativi alle malattie tumorali. Ma molto è stato fatto per migliorare le condizioni di salute dei livornesi». Andreas Quirici


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