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La Nazione Livorno - sabato - «Siamo qui per garantire la sopravvivenza a 400 famiglie»

 

FRONTE DEL PORTO «CILP»: IL PRESIDENTE ENZO RAUGEI HA PRESENTATO I NUOVI MANAGER GERARDO LAROTONDA E ANTONIO ROGNONI



PUÒ SEMBRARE una mossa disperata, quella di aver chiamato due manager esterni — entrambi con indubbia esperienza, questo è certo — per salvare una Compagnia-Impresa dei portuali dal sicuro «default». Oppure, vista in chiave più positiva, un ritorno nell’ambito delle leggi di mercato, dopo anni di ubriacatura cooperativistica che ha portato solo dolori. Comunque sia, Enzo Raugei, presidente della Cilp, con a fianco i due consiglieri Marco Dalli e Fulvio Romeo Franchini (sopravissuti alla decimazione del precedente comitato direttivo) hanno presentato ieri i nuovi managers assunti — come ha detto Raugei — con il compito di «razionalizzare i processi, contenendo i costi e aprendo nuove possibilità».
I DUE, come avevamo già annunciato, sono il nuovo amministratore unico Gerardo Larotonda, che viene dall’interporto di Torino e da altre importanti esperienze, e il nuovo direttore del marketing Antonio Rognoni, già in passato a Livorno per il terminal Dole e particolarmente esperto nel comparto internazionale dell’ortofrutta. Sono stati assunti con contratto dirigenziale per tre anni, prorogabili. Sia Larotonda che Rognoni si sono presentati, citando le esperienze professionali (ne abbiamo scritto nei giorni scorsi) ed elencando gli obiettivi: in sostanza salvare la Cilp non solo sul piano finanziario ed economico, ma anche garantire a 400 famiglie la sopravvivenza grazie al lavoro in porto. Ci saranno da fare ulteriori sacrifici, oltre quelli giù accettati dall’assemblea: e bisognerà mettere sul mercato altri «assets» non strategici tra i quali la parte immobiliare dell’autoporto del «Faldo» di Collesalvetti, e forse anche il terminal Ltm dei traghetti ro/ro.
MA C’È una constatazione che sia Lafrotonda che Rognoni hanno voluto mettere in risalto: l’accettazione da parte dei portuali tutti della cura «lacrime & sangue» iniziata con i tagli alle retribuzioni e con la richiesta di maggior produttività. «Accettata con coraggio, spirito consapevole e accettazione dei nuovi criteri di managerialità — ha sottolineato Larotonda — che insieme alla professionalità di buona parte dei portuali è elemento fondamentale per il rilancio». Belle parole che dovranno trovare conferme. Ora il malato più grave è il terminal reefer, sul quale stanno lavorando Rognoni e il presidente Boccone. «Ci sono prospettive di recupero di nuovi traffici e daremo battaglia su produttività e costi — dice Rognoni — con buoni margini di speranza». Per ora arriva un nuovo traffico spot di agrumi: 6 navi, che a qualcosa serviranno.
A. F.


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