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La Nazione Livorno - PORTO Fanno gola le aree della sponda est della Darsena Toscana

 

Smacco per il Terminal Calata Orlando
Per il Tdt in corsa carpenteria e biodiesel


— LIVORNO —
PER MOLTI in porto è stata una sorpresa. Chiariamo subito: per le aspettative del settore rinfusi e di quello delle crociere, poco gradita. Forse altri l’apprezzeranno come proposta di nuovi insediamenti sulle banchine, ma il problema è che dall’albo pretorio dell’Autorità portuale si è appreso che le aree e la banchina alla radice della sponda Est della Darsena Toscana, dove tutta la pianificazione dell’Authority fino a ieri aveva destinato di trasferite il Terminal Calata Orlando (ovvero le rinfuse), sono oggetto di richiesta per due iniziative totalmente diverse: un impianto per la produzione di biodiesel e un terminal per imbarcare carpenteria meccanica. Con tanto di specifica che le concessioni dovranno essere pluriennali (anche 30 anni). Al Tco (Terminal Calata Orlando) non l’hanno presa affatto bene, perché si vedono tagliare le prospettive del tante volte ipotizzato trasferimento in un’area più adatta. Federico Barbeta, direttore dello stesso Terminal, sa da anni che la compatibilità delle rinfuse sulla calata Orlando con le navi da crociera nella banchina ad alto fondale (che è a poche decine di metri sottovento) è uno degli assurdi del nostro porto. Da anni si ipotizza di trasferire il terminal e le sue polveri dalla calata Orlando: prima si era ipotizzato di sistemarlo sul molo Italia, ma ormai è assodato che quest’ultimo dovrà essere destinato sia alla crociere che ai forestali, assai più redditizi dei rinfusi.
NELLA PIANIFICAZIONE ufficiale si era lasciato intravedere che la destinazione migliore fosse la radice della sponda Est, là dove un tempo i portuali avevano «inventato» il redditizio gioco delle navi dei veleni e della relativa bonifica e dove sono disponibili aree e capannoni inutilizzati. Ora arriva la sorpresa: due Spa congiunte, Base e Tlpr, hanno chiesto 20mila metri quadri dell’ex Seal per la carpenteria meccanica. Altri 22mila metri quadri nella stessa area l’ha chiesta la Masol di Milano per un impianto di biodiesel. E il tutto, che sarà proposto al prossimo comitato portuale, comporta la possibilità di presentare memorie in opposizione solo fino al 24 settembre. Come sottolinea Vladimiro Mannocci della Cpl, senza alcuna preventiva consultazione. C’è da giurarci che sarà un’altra guerra sulle banchine, anche perché al momento non sono state presentate soluzioni alternative per il Tco, che con le sue rinfuse non fa certo piacere alle navi da crociera, che hanno già tanto altri motivi per disertare Livorno.
A. F.


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