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La Nazione Piombino - «Guai fermare gli impianti»

 

PIOMBINO FAGIOLI DELLA FIM E RENDA DELLA UILM REPLICANO A GABRIELLI DELLA FIOM

Il caso-Taranto e i 27 forni della cockeria: «Eravamo insieme...»


— PIOMBINO —
«PER AVERE una siderurgia competitiva, non debbano essere fermati gli impianti, ma creare le condizioni perchè questi siano efficienti, sicuri e compatibili con l’ambiente». Lo hanno dichiarato i segretari di Fim e Uilm Fausto Fagioli e Vincenzo Renda, ricordando la vicenda dello stabilimento di Taranto e i tanti progressi in materia ambientale dello stabilimento di Piombino e soprattutto replicando al segretario Fiom Luciano Gabrielli sulla questione della 27 forni della cokeria. In merito alla vicenda dell’Ilva di Taranto, le segreterie provinciali di Fim e Uilm, ritengono che «la causa di questa complicata vicenda, sia una delle tante dimostrazioni della politica fallimentare che i vari governi hanno adottato dal 1990 ad oggi, in merito all’industria del nostro paese. Se l’iniziativa della magistratura di bloccare Taranto deve servire a sollecitare l’attenzione verso misure di sicurezza ambientali maggiori, noi la giudichiamo positiva. Se invece viene applicata in modo rigido, allora sarebbe un dramma per i lavoratori che si troverebbero a pagare caro qualcosa di cui non hanno assolutamente colpa. Gli altoforni non hanno il tasto on/off e non possono essere fermati e rimessi in moto come un’auto: se venissero spenti, non ripartirebbero più, con gravissime conseguenze. Per quel che riguarda la Lucchini, analogo a Taranto per tipologia di impianti, possiamo constatare che grazie all’impegno del sindacato ed al contributo degli Enti preposti, c’è stato un cambiamento importante della mentalità aziendale in merito ad ambiente e sicurezza«.


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